“Mettiamo l’agricoltura sostenibile al centro della PAC Post-2020”


Una lettera aperta di Ifoam Ue per promuovere una discussione pubblica su quale dovrebbe essere il futuro dell’agricoltura europea. Gli obiettivi presentati nel report “Una PAC per un’agricoltura sana, persone sane e un pianeta sano”.

La discussione sulla riforma della PAC Post 2020, la Politica Agricola Comune - si legge in un articolo su Suolo&Salute - entra nel vivo in Europa. In attesa della consultazione pubblica, che sarà aperta tra pochi giorni, enti, associazioni e agricoltori dicono la propria sulle priorità del settore. Per IFOAM, l’Ue dovrebbe mettere al centro l’agricoltura sostenibile.
E lancia una lettera aperta, indirizzata al Commissario all’Agricoltura Phil Hogan, per sostenere la propria posizione.
Secondo quanto riporta la lettera, la PAC ha dato, sin dagli anni ’60, un contributo fondamentale al supporto dei redditi di agricoltori e allevatori. Ha inoltre contribuito a rendere l’Europa “ampiamente auto-sufficiente” dal punto di vista dei prodotti agroalimentari.
È mancato, però, un focus specifico sulle forme di agricoltura sostenibile:
«Malgrado i miglioramenti degli ultimi 25 anni, in particolare la maggiore attenzione allo sviluppo delle nostre aree rurali, la sostenibilità non è ancora al centro dell’architettura della PAC».
“Business as usual”, scrivono dalla coalizione delle imprese bio, non è più un’opzione percorribile. Bisogna cambiare rotta e la PAC è lo strumento principe, dal momento che vi è destinato «il 40% del budget europeo. Le decisioni prese sul tipo di sistema scelto e sulle pratiche agricole promosse dalla PAC, avrà un effetto diretto sulla filiera alimentare che realizzeremo nell’UE».
Sono 3 in particolare le proposte di IFOAM per dare impulso all’agricoltura sostenibile in Europa.
1.    Un sistema di pagamenti pubblici (finanziato al 100% dall’UE) che incentivi e premi gli agricoltori e gli allevatori che sviluppano servizi ambientali e socio-economici sostenibili.
2.    Misure di sostegno complementari (co-finanziate dagli Stati Membri), che coprano le necessità di assistenza delle aziende agricole e che estenda i servizi disponibili riguardo lo sviluppo della catena distributiva, gli investimenti infrastrutturali, l’innovazione, i pagamenti dell’agricoltura biologica e le attività di promozione.
3.    Creazione di una singola struttura, con un budget unico, che sia orientata completamente alla promozione di tecniche agroecologiche.
Per definire al meglio le proprie proposte sull’agricoltura sostenibile, IFOAM ha realizzato un report intitolato “Una PAC per un’agricoltura sana, persone sane e un pianeta sano”.
Nei giorni scorsi, intanto, anche il Commissario Europeo all’agricoltura Hogan ha annunciato il prossimo passo che condurrà verso la riforma PAC post-2020. A margine del Consiglio Agricoltura del 23 gennaio, infatti, ha dichiarato che la consultazione pubblica sulla politica agricola comune partirà il 2 febbraio. Il processo durerà per 12 settimane, quasi due mesi.
Il percorso «sarà suggellato da una grande conferenza a Bruxelles, a maggio o giugno. Saranno coinvolte tutte le parti interessate: prepareremo così il terreno per la Comunicazione sul futuro della PAC, che arriverà prima della fine del 2017».

Scarica qui il Report dell’Ifoam “A CAP for healthy farms, healthy people, healthy planet”

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