Libertà agli Stati Membri di decidere il divieto degli OGM


Lo chiedono al Parlamento europeo Greenpeace, Friends of the Earth Europe, Corporate Europe Observatory, l’International Federation of Organic Agriculture Movements e Slow Food

Permettere agli Stati Membri di prendere decisioni individuali basate su specifiche necessità nazionali e considerazioni locali, rimuovere qualsiasi ruolo formale delle aziende biotech nel processo decisionale, garantire agli Stati Membri il diritto di proibire tutte le coltivazioni gm o gruppi di Ogm, in base alla tipologia o a specifiche caratteristiche. Sono queste alcune delle richieste che Greenpeace, Friends of the Earth Europe, Corporate Europe Observatory, l’International Federation of Organic Agriculture Movements e Slow Food hanno avanzato alla Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo alla vigilia del voto sulla proposta di emendamenti relativa alla possibilità degli Stati Membri di limitare o abolire le coltivazioni geneticamente modificate sui loro territori. Ne dà notizia Help Consumatori. La posizione adottata dal Consiglio lo scorso giugno, che le associazioni chiedono di rivedere, prevede, per la proibizione delle coltivazioni gm a livello nazionale, un sistema giuridicamente errato, complicato e limitato nel tempo, che oltretutto riconosce alle aziende biotech un ruolo ufficiale nel processo decisionale, limitando ulteriormente il potere degli Stati di proibire le coltivazioni gm sui loro territori. Le Associazioni chiedono anche di:
– Reintrodurre l’impatto ambientale come motivazione che gli Stati Membri possono addurre per giustificare il divieto a livello nazionale.
– Eliminare il limite di due anni al diritto degli Stati Membri di vietare tali coltivazioni.
– Richiedere agli Stati Membri di adottare misure di coesistenza per prevenire la presenza non intenzionale di Ogm in altri prodotti sul loro territorio così come nelle zone di confine.
– Richiedere agli Stati Membri di creare norme di responsabilità per gli operatori che producono e coltivano Ogm, per assicurare un’adeguata compensazione a contadini e trasformatori che subiscono perdite economiche a causa della contaminazione con Ogm.
– Evitare qualunque tentativo di contaminazione dei semi da parte degli Ogm. I semi non gm sono una condizione sine qua non per garantire, in futuro, la possibilità e la validità economica delle coltivazioni non gm.

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