Le proposte dell’AIAB


Sono state presentate e discusse nel corso di una conferenza che si è svolta a Perugia a fine novembre. Questi i numeri del biologico entro i prossimi sette anni: il 20% della SAU (Superficie Agricola Utilizzabile), il 10 % dei produttori, il 30% degli acquisti pubblici e il 15% dei consumi delle famiglie

A fine novembre – informa un comunicato stampa - l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica ha organizzato con la Regione Umbria e l'IFOAM EU una conferenza sul futuro dell’agricoltura biologica che oltre alla partecipazione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, di AGEA e del presidente del Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori, ha visto la presenza di associazioni del biologico e assessorati all’agricoltura regionali di tutta Italia.
La conferenza di Perugia ha definito con chiarezza gli obiettivi e le proposte del biologico italiano. A questo primo passaggio seguirà il lavoro che AIAB svilupperà su tutti i tavoli nazionali e regionali, ovvero quello di poter definire l'obiettivo a cui si vuole portare il biologico al termine dei sette anni di programmazione, come indispensabile passaggio per realizzare interventi efficaci e monitorabili. Lo scopo di AIAB è puntare a un bio che raggiunga almeno il 20% della SAU (Superficie Agricola Utilizzabile) regionale e nazionale, il 10 % dei produttori, il 30% degli acquisti pubblici ed il 15% dei consumi delle famiglie.

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