Le associazioni bio e ambientaliste fuori dalle consultazioni sul Piano di Sviluppo Rurale dellas Regione


In un comunicato stampa la protesta dell’Aiab Umbria che ribadisce le questioni che restano in attesa di risposta: la priorità da dare all’agricoltura biologica, i contributi alle aziende e l’allarme pesticidi

Si è tenuto il 5 maggio  a Perugia l’incontro durante il quale il “Tavolo Verde” ha discusso la chiusura del negoziato e l’apertura dei nuovi bandi sul Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Esordisce così il comunicato stampa l dell'Associazione italiana per l'agricoltura biologica dell'Umbria. Come sempre - prosegue il comunicato - il settore del biologico e le associazioni ambientaliste non erano attorno a quel tavolo. Eppure il PSR era nato come strumento di partenariato che ha l’obiettivo di includere, non di escludere. Invece anche questa volta altre realtà, che mai hanno preso in considerazione l’importanza - o forse l’esistenza - del biologico decideranno per noi.  Per questo Ribadiamo la nostra critica al nuovo PSR , che secondo noi non dimostra nessuna strategia o progetto serio e tantomeno per il settore biologico nella nostra regione, né per mantenerlo, ancora meno per farlo crescere. Il nuovo regolamento con le nuove linee guida avrebbe dovuto dare finalmente  la possibilità di studiare un piano regionale in armonia con le finalità di sostenibilità ambientale, sociale e economica, ma questa occasione non è stata minimamente sfruttata. Priorità al settore del bio, contributi alle aziende e allarme pesticidi, restano pertanto le questioni in attesa di risposta

Leggi qui il comunicato

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