La produttività dei due sistemi a confronto


Una ricerca pubblicata dalla rivista Nature mostra che le rese del sistema bio sono in genere minori ma che in un certo numero di casi possono eguagliare quelle del convenzionale. E’ necessario – dicono i ricercatori - capire le ragioni di queste differenze

L’agricoltura deve vincere la doppia sfida di nutrire una popolazione crescente, con una domanda crescente di carne e diete altamente caloriche. E al tempo stesso minimizzare il suo impatto globale sull’ambiente. E’ questo il punto di partenza di una ricerca pubblicata dalla rivista Nature con al centro il confronto fra le rese dell’agricoltura convenzionale e di quella biologica. L’agricoltura biologica – infatti - è spesso proposta come una possibile soluzione per arrivare a una produzione di cibo ambientalmente sostenibile. Tuttavia, i critici dicono che l’agricoltura biologica ha rese inferiori di quella convenzionale e, di conseguenza, richiederebbe più terra per produrre le stesse quantità di cibo, provocando in una maggiore deforestazione e una perdita di biodiversità, annullando così i benefici ambientali dell’agricoltura biologica.
L’analisi dei dati disponibili – scrivono i ricercatori su Nature - mostrano che, complessivamente, le rese dell’agricoltura biologica sono davvero più basse di quelle dell’agricoltura convenzionale. Queste differenze hanno valori molto diversi a seconda del tipo di coltura, del suolo ecc. e, quel che è più importante, in certe colture il sistema biologico è già in grado di eguagliare le rese del convenzionale. Per stabilire se l’agricoltura biologica può essere la via per una produzione sostenibile di cibo – conclude l’articolo su Nature - bisogna capire meglio quali sono i fattori che limitano le rese dell’agricoltura biologica, e al tempo stesso valutare i suoi molti benefici sociali, ambientali ed economici.

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