La Commissione europea propone lo stop per due anni all’uso dei neonicotinoidi


Greenpeace, primo passo a tutela insetti, ma non basta. Aiab, l’Italia colga l’occasione per una sospensione definitiva

La Commissione europea nei giorni scorsi ha proposto ai rappresentanti dei 27 Stati membri di sospendere per due anni l'uso di tre pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi, sospettati di rappresentare un rischio elevato per la salute e la vita delle api. Lo ha annunciato Frederic Vincent, portavoce del commissario Ue alla salute Tonio Borg, precisando che la sospensione è chiesta per ''clothianidin, imidacloprid e thiametoxam in relazione alle produzioni che attirano le api, ossia mais, colza, girasole e cotone''.
Per Greenpeace è ''un primo e positivo passo avanti per affrontare gli effetti nocivi dei pesticidi sulle api, ma non basta''. Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace, rileva che ''queste sostanze sono fonte di problemi per gli insetti impollinatori anche quando vengono utilizzati in colture diverse da quelle menzionate dalla proposta della Commissione. Bisogna proseguire le indagini sul campo''.
 “L’Italia colga lo spirito dell'iniziativa della Commissione Europea e decreti il divieto definitivo per l’uso dei neonicotinoidi, invece di continuare con ridicole proroghe, come l'ultima di appena sei mesi". Questo il commento del presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis. “Seguendo quanto richiesto dall’Ue – ha aggiunto - invochiamo la sospensione definitiva di queste sostanze che, ormai in modo evidente, rappresentano un rischio per la salute delle api. E’ inutile, pertanto, proseguire nelle proroghe di divieto, quanto invece pronunciarsi una volta per tutte per un divieto definitivo”.

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