La Commissione agricoltura della Camera chiede al Governo di promuovere il patto globale sul cibo


Venerdì scorso la commissione ha approvato un documento su agricoltura sostenibile, land grabbing, accesso al cibo e sicurezza alimentare

Approvato giovedi 27 novembre dalla XIII commissione Agricoltura della Camera (Comagri), con il solo voto contrario del Movimento 5 Stelle, il documento conclusivo relativo all’Indagine conoscitiva sulla valorizzazione delle produzioni agroalimentari nazionali con riferimento all’Expò 2015.Ne dà notizia un articolo di Agronotizie.
"A conclusione di un’articolata indagine conoscitiva – spiega il presidente Luca Sani – la Comagri ha adottato un atto che impegna il Governo a valorizzare l’Expo 2015 durante il semestre di presidenza dell’Ue, con l’obiettivo di definire un accordo internazionale fra gli Stati partecipanti per l’adozione di politiche comuni che risolvano i gradi problemi legati a cibo e alimentazione".
Le questioni sul tappeto sono note: entro il 2050 la popolazione della Terra toccherà i 9 miliardi di persone, e questo comporterà una aumento della produzione agricola del 70% rispetto a quella attuale, con conseguenti problemi ambientali, di sicurezza alimentare, di accesso al cibo e sprechi alimentari.
"L’obiettivo per l’Expo 2015 è quindi darsi scadenze vincolanti con un “patto globale del cibo” secondo alcune linee guida individuate dal documento approvato in Commissione - ricorda Sani - Si va dalla cosiddetta “intensivizzazione sostenibile” al fine di favorire l’autosufficienza alimentare e stabilizzare i mercati alla definizione di limiti di destinazione delle produzioni agricole tra cibo ed energia, e di un chiaro quadro normativo di contrasto alla speculazione finanziaria sulle materie prime alimentari. Dal coordinamento globale per mettere a sistema scelte di politica agricola e di sostenibilità ambientale, alle politiche pubbliche per l’incremento produttivo nelle aree del mondo meno produttive, fino alla valorizzare le produzioni e le materie prime locali e all’utilizzo oculato delle risorse idriche".

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