Produzione orticola biologica e convenzionale a confronto: in biologico migliore la fertilità del suolo


La ricerca, realizzata da due italiani nelle Marche, è iniziata nel 2001 e ha messo a confronto varie tipologie di prodotto coltivati in situazioni agroambientali uguali con i due metodi

La ricerca, realizzata da due italiani nelle Marche, è iniziata nel 2001 e ha messo a confronto varie tipologie di prodotto coltivati in situazioni agroambientali uguali con i due metodi

Due ricercatori italiani, Gabriele Campanelli e Stefano Canali - secondo quanto riporta Bioagricultura Notizie -  hanno realizzato nel centro di Monsampaolo nelle Marche una sperimentazione di lungo termine con al centro il confronto tra sistema di produzione orticola biologica e convenzionale. Lo studio, che ha avuto inizio nel 2001, riguarda sei principali colture: pomodoro, melone, finocchio, lattuga, cavolfiori e fagioli nel quadro di rotazioni quadriennali, e le valutazioni hanno investito sia le prestazioni agronomiche che la sostenibilità ambientale dei due diversi sistemi di gestione, confrontando la resa e la qualità della produzione, l'adattabilità delle cultivar alla coltivazione biologica, la qualità del suolo e il rischio di lisciviazione dell'azoto nel terreno.

Nel quadro dell'esperimento di lungo periodo - riferiscono i due ricercatori in un articolo sul Journal of Sustainable Agriculture  - il biologico e convenzionale hanno mostrato rese e qualità comparabili e senza differenze significative (salvo le flessioni produttive di lattuga e fagioli bio rispetto al convenzionale, probabilmente per una meno efficiente assunzione di nutrienti e una presenza più invasiva delle infestanti), mentre incrementi rilevanti del 37 e 22% si sono registrati negli appezzamenti biologici per quanto riguarda il carbonio organico e l'azoto totale nel suolo, a fronte della maggiore lisciviazione dell'azoto nel periodo autunno-vernino nei campi gestiti convenzionalmente.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome