‘Gatto con gli stivali’: archiviata la procedura nei confronti dell’Italia che, però, resta “sorvegliata speciale”


L’Unione europea considera positivamente i provvedimenti presi dall’Italia per mettere riparo dalle carenze del sistema di controllo messe in luce dall’operazione della Guardia di Finanza. Ma le autorità europee continueranno a esercitare un’attenta vigilanza sull’operato degli organismi di controllo italiani. Ne parliamo con Paolo Carnemolla presidente di Federbio

Nel dicembre del 2011, con l’esecuzione di alcuni mandati di cattura da parte della Guardia di Finanza, venne alla luce ufficialmente l’operazione “Gatto con gli stivali” la più grande truffa messa in atto all’interno del mondo del biologico con la messa in circolazione di prodotti falsamente certificati come biologici. In seguito, dalla Commissione Europea arrivarono all’Italia alcune richieste d’informazione, nell’ambito del sistema EU-PILOT che precede l’eventuale avvio di una procedura d’infrazione.

“Considerate le carenze del sistema di controllo messe in luce dall’operazione Gatto con gli Stivali – si legge oggi nel documento che annuncia l’archiviazione della procedura - la richiesta d’informazioni mirava ad accertare che le autorità italiane avessero preso provvedimenti (legislativi, amministrativi o di altro tipo) volti a migliorare e rafforzare il sistema di controllo dell’agricoltura biologica per evitare il ripetersi di simili casi di frode, nonché le opportune misure per bloccare la circolazione dei prodotti falsamente etichettati come biologici ancora presenti sul mercato”. Nei giorni scorsi la DG AGRI della Ue ha comunicato che “Le autorità italiane hanno risposto in modo preciso e dettagliato ai vari quesiti loro rivolti (…) e hanno adottato – e talora già attuato – alcuni provvedimenti legislativi intesi a migliorare il sistema di controllo”. “In conclusione – si legge nella comunicazione al Mipaf -, i servizi della DG AGRI archivieranno la pratica in EU Pilot. Peraltro fanno presente che continueranno a esercitare un’attenta vigilanza sull’operato degli organismi di controllo non escludendo la possibilità di un eventuale riesame della questione nel quadro di un audit del sistema di controllo italiano”.

Ma quali sono le risposte date dal Mipaf che hanno “convinto” la Commissione europea? “Non si sa. Abbiamo ripetutamente chiesto di renderle pubbliche, ma senza ricevere risposta alcuna. Mentre sarebbe importante sapere, tanto più se si considera che il sistema di controllo italiano resta sotto ‘attenta vigilanza’. Che cosa delle risposte date dall’Italia non ha convinto del tutto L’Ue?”. A dirlo è Paolo Carnemolla, presidente di Federbio. Che aggiunge “E’ come se, in un processo, si potessero sentire l’accusa e la sentenza finale. Senza conoscere cosa ha detto la difesa. Come si farebbe a capire perché si è arrivati a quella conclusione e se poteva essere diversa?”.

Fra i provvedimenti presi, che hanno indotto la Commissione a non avviare – per ora, come sottolinea l’annuncio di archiviazione – una procedura di infrazione contro l’Italia ci sono sicuramente l’informatizzazione del sistema di controllo e l’istituzione dell’obbligo, per ogni azienda, di avere un solo organismo di controllo. E’ sufficiente a mettere il sistema del bio al riparo da altri Gatti con gli stivali? “Se questi due provvedimenti diventeranno operativi a pieno e a breve termine e se funzioneranno bene il sistema sarà meno penetrabile. Ma si deve andare avanti su questa strada e ognuno deve fare la sua parte”. E quale può essere la parte di Federbio? “Dall’assemblea nazionale di una componente di Federbio, l’Upibio (Unione dei produttori) – risponde Carnemolla - è venuta la proposta di passare dagli attuali 15 organismi di controllo a uno solo http://www.cucina-naturale.it/section/article/dobbiamo_necessariamente_pensare_a_un_ente_unico_che_certifichi_tutti
. Sarebbe sicuramente un altro elemento importante per rafforzare il sistema di controllo e renderlo sempre meno penetrabile a malintenzionati. Non sarà semplice mettere in atto questo cambiamento, ma un elemento di grande facilitazione è il fatto che la maggior parte degli organismi di controllo fanno parte di Federbio e si potrebbe pensare alla messa in pratica diretta di questa proposta, senza aspettare provvedimenti istituzionali. Intanto abbiamo costituito un gruppo di lavoro - che include organismi di certificazione, produttori, trasformatori, distributori, ispettori – che deve elaborare una proposta da sottoporre quanto prima alla discussione dell’intera federazione”.

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