Il CREA-CER di Foggia vince il premio “TP Organics” per le innovazioni in agricoltura biologica


Si tratta di un “metodo di semina e dispositivo per il contrasto delle erbe infestanti nei cereali” che ha portato alla realizzazione di un prototipo di macchina seminatrice che assicura ai cereali un vantaggio competitivo nei confronti delle infestanti

Il premio è stato consegnato durante gli “Organic Innovation days” tenutesi a Bruxelles il 6-7 Dicembre 2016 e organizzati da TP Organics, la piattaforma tecnologica europea per l’innovazione in agricoltura biologica, per il sistema messo a punto dai ricercatori del CREA-CER Consiglio per la ricerca in agricoltura e in economia agrara – Centro di ricerca per la cerealicoltura di Foggia, Pasquale De Vita e Salvatore Colecchia, denominato “metodo di semina e dispositivo per il contrasto delle erbe infestanti nei cereali”.
Il nuovo sistema è stato premiato come miglior tecnologia innovativa per la produzione di cereali nei sistemi agricoli di tipo biologico. In questi sistemi agricoli, spiega il Dott. De Vita – la competizione esercitata dalle infestanti rappresenta una delle problematiche più importanti da affrontare per il danno produttivo e qualitativo che esse determinano – Il sistema è stato realizzato nella forma di “prototipo” di seminatrice, dotato di organi lavoranti in grado di ottimizzare la disposizione spaziale dei semi e la profondità di semina; incrementare la copertura precoce del suolo da parte della coltura; ed assicurare una maggiore abilità competitiva nei confronti delle infestanti.
In questi ultimi anni, diverse esperienze condotte dal CREA-CER, in collaborazione con una rete di aziende agricole biologiche, hanno confermato la validità di questa ipotesi di lavoro, che risulta molto efficace anche nei sistemi cerealicoli convenzionali. Il dispositivo di semina è dotato di un sistema di regolazione della distanza tra le fila per valori molto ridotti (≤ 5 cm), capace cioè di simulare una semina a spaglio senza compromettere la corretta profondità di semina. La maggiore uniformità di distribuzione delle piante in campo assicura un vantaggio competitivo alla coltura nei confronti delle infestanti. Conseguenze di ciò sono la riduzione delle infestanti ed il conseguente incremento e miglioramento della resa e della qualità della produzione. Inoltre, in questo modo – prosegue il Dott. Colecchia – il metodo di semina proposto, potrebbe contribuire a limitare il consumo di prodotti fitosanitari anche nei sistemi agricoli convenzionali in cui l’impiego prodotti chimici rappresenta l’unica strategia di controllo delle infestanti.

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