E’ possibile un’agricoltura biovegan?


Vale a dire che segua i dettami dell’agricoltura organica senza fare ricorso a prodotti, come i concimi, derivanti dall’allevamento, e successivo utilizzo a scopo alimentare, di animali. Un'intervista a Felix Prinz zu Löwenstein, presidente del comitato direttivo del Bund (Unione tedesca degli operatori economici del settore ecologico alimentare)

Quest’anno per la seconda volta il Sana, Salone dell’alimentazione naturale che si svolgerà a Bologna dal 6 al 10 settembre, vedrà la presenza del Vegan festival, un’area interamente dedicata alla alimentazione e allo stile di vita vegan, quello che esclude il ricorso a qualunque sostanza di origine animale. Una cosa analoga è successa anche al Biofach, la più importante fiera del biologico internazionale, e si ripeterà nella prossima edizione. La spiegazione di questa vicinanza può risiedere nel fatto che l’industria agrolimentare biologica è quella che in questi anni ha prodotto una gamma sempre più ampia di prodotti destinati a soddisfare le esigenze di chi non utilizza alcun alimento di origine animale. C’è anche, però, un possibile terreno di conflitto. L’agricoltura biologica, infatti, non esclude affatto l’allevamento a scopo alimentare, in più, nell’agricoltura biologica si fa ampio uso dei concimi organici che da quegli allevamenti provengono, anche per la coltivazione di prodotti vegetali.
Di qui la domanda: è possibile un’agricoltura biovegan, vale a dire che segua i dettami  dell’agricoltura organica senza fare ricorso a prodotti, come i concimi, derivanti dall’allevamento, e successivo utilizzo a scopo alimentare, di animali?
In un’intervista pubblicata sul sito di Biofach, Felix Prinz zu Löwenstein, presidente del comitato direttivo del Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft (Unione tedesca degli operatori economici del settore ecologico alimentare) risponde  che le difficoltà che questa scelta comporta possono essere superate da singole aziende, ma non può essere alla base di un modello di produzione in grado di garantire la sicurezza alimentare della popolazione mondiale. Ciò non toglie, sottolinea zu Löwenstein, che l’attuale consumo di carne e di altri alimenti di origine animale sia assolutamente insostenibile da ogni punto di vista e vada ridotto drasticamente.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here