Due cuori e una cantina


"Mai rinunciare ai propri sogni", è il motto dei coniugi Beretta, fuggiti da Milano e arrivati nelle Marche dove hanno impiantato un'azienda vinicola sfruttando i vitigni più tradizionali del luogo hanno tutto il sapore di questi romantici ideali

La storia dell’azienda agricola Fiorano è solo all’apparenza simile a quella di altre.
Una coppia di città che, stanca della vita cittadina, abbandona tutto e inizia una nuova vita a contatto con la natura. Per mettere in fila i tanti distinguo che fanno di Fiorano una storia meritevole di esser raccontata occorre andare con ordine. Paolo Beretta e Paola Massi si conoscono a Milano. Lui, odontotecnico, meneghino, lei, ricercatrice all’università, di origine marchigiana. Agli inizi del nuovo secolo matura la decisione di ristrutturare il casolare della famiglia Massi, posizionato in un angolo incantevole nelle campagne di Cossignano, in provincia di Ascoli Piceno. L’intento è quello di sfruttare la vocazione viticola e olivicola della zona. Una volta completato il restauro della casa, tutta la famiglia si trasferisce. La nuova abitazione è talmente grande che una porzione sarà utilizzata come agriturismo. Poco lontano si ricavano i locali della cantina e si mettono a dimora 5 ettari con i vitigni più tradizionali della zona: montepulciano, sangiovese, pecorino ma anche un pizzico di merlot. Si piantano gli ulivi. Dal 2003 inizia la produzione: Paolo ha lasciato il suo lavoro mentre sua moglie continua la carriera universitaria facendo da pendolare tra le Marche e la capitale lombarda. Gli inizi non sono mai facili, specie per chi parte da zero e deve riorganizzare una vita che include anche la cura di due bimbe piccole. Ma la decisione è presa. A Paolo non resta che rimboccarsi le maniche: con l’aiuto e l’incoraggiamento degli suoceri, qualche valido consiglio dei vignaioli e degli agricoltori locali, arrivano i primi risultati.

Territorio e tradizione

La produzione sfiora oggi le 30.000 bottiglie divise tra 4 etichette. Unico bianco è il Donna Orgilla (12 euro), un vino a base di uve pecorino dal carattere freschissimo, profumato d’agrumi e anice. Il più semplice e immediato tra i rossi è il Sangiovese Fiorano (8 euro), dal timbro floreale e dalla beva scorrevole, fragrante. Il Rosso Piceno Superiore Terre di Giobbe (12 euro) sa di amarena, spezie, un leggero ricordo di cacao in un gusto polposo e appagante. L’etichetta più ambiziosa è il Ser Balduzio (18 euro), da uve montepulciano in purezza raccolte in surmaturazione, lungamente macerate e affinate in barrique. Se ne ricava un vino imponente, alcolico, tannico, dal sentore di vaniglia.

Dove si trova
Fiorano si trova a Cossignano (AP), in contrada Fiorano n. 19,
tel. 073598446, www.agrifiorano.it

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