Dopo Malles, in altri comuni si discute di mettere al bando i pesticidi


Un ordine del giorno in questo senso presentato al Consiglio comunale di Trichiana (BL), per il momento non è stato approvato. Federbio e Upbio si augurano che il risultato del referendum di Malles sia seguito da molti altri comuni per la crescita di un’agricoltura davvero sostenibile

Commentando il referendum svoltosi a Malles (BZ) http://www.cucina-naturale.it/section/article/a_malles_bz_un_referendum_mette_al_bando_l_uso_dei_pesticidi
 che ha bandito l’uso dei pesticidi sul territorio del Comune, c’è stato chi ha previsto/sperato  che fosse anche la base da cui sarebbero partite con effetto domino ulteriori iniziative. O avrebbero ripreso spinta iniziative già esistenti.
In Veneto, per esempio, esiste da tempo un progetto del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi per convertire al biologico l’agricoltura all’interno del parco.  Nei giorni scorsi il gruppo di minoranza del Comune di Trichiana (BL) ha proposto un ordine del giorno per aderire a questo progetto avviando la conversione all’agricoltura biologica dell’intero territorio del Comune. Ne dà notizia un articolo del Corriere delle Alpi http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2014/09/14/news/comune-bio-scontro-a-trichiana-1.9924965
dove si legge, però, che la maggioranza del Consiglio comunale ha preferito rinviare qualunque decisione esprimendo forti perplessità sulla realizzabilità della proposta.
Ad auspicare un effetto domino del referendum di Malles sono anche il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla, e Michele Monetta, presidente di Upbio, l’associazione dei produttori biologici che aderiscono a Federbio. In un comunicato stampa http://www.federbio.it/comunicati-stampa.php?nid=876
che sottolinea il valore dell’iniziativa dei cittadini, compresi gli agricoltori, di Malles, concludono: “Ci auguriamo che il risultato del referendum diventi effettivo e che questa esperienza sia da esempio a molti altri comuni e non solo, alle istituzioni anche a livelli più elevati, per la crescita di una agricoltura davvero sostenibile. Purtroppo i primi segnali che arrivano dal Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi approvato nei mesi scorsi non vanno in questa direzione, a conferma che la lobby dei produttori di veleni è forte e gode di ottimi appoggi anche fra le organizzazioni sindacali agricole”.

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