Dolcissimi nemici


È possibile prevenire la comparsa della carie? Ecco i cibi utili per mantenere una bocca sana, perché anche l’alimentazione può aiutarci a prevenire la sua comparsa, e prima si incomincia meglio è

Sapete cosa è il biofilm? No, non è una pellicola fatta con sostanze biologiche, ma un altro modo per definire la placca dentale, ovvero quell’insieme di sostanze che abitano sui nostri denti. Più precisamente si tratta di polisaccaridi (cioè zuccheri complessi), cellule desquamate e glicoproteine salivari che racchiudono almeno trecento specie di batteri organizzati in microcolonie. Quelli più cattivi possono diffondersi nel nostro organismo provocando problemi, ad esempio cardiovascolari. Altri come lo Streptococcus mutans o i Lattobacilli sono i maggiori responsabili della comparsa della carie dentale.

Perché i denti si ammalano?

La carie si sviluppa per un insieme di cause. Se è vero che è determinante l’azione lesiva dei batteri, è anche vero che la componente strutturale dei denti può essere più o meno predisponente. Esistono, infatti, smalti e dentine diversamente resistenti e reattivi. Entrano così in gioco le variabilità individuali, i fattori familiari. Ma anche dove si cresce è importante: in Italia, la carie è meno frequente nel sud, perché in certe zone del meridione le acque e i terreni sono più ricchi di minerali rispetto al Nord, dove possono essere insufficienti per dare a smalto e dentina la giusta robustezza.
Nella formazione della carie sono però determinanti l’igiene orale e l’alimentazione. Come vedremo quest’ultima svolge un doppio ruolo: da una parte fornisce i nutrienti necessari per la costituzione e il mantenimento di una robusta dentatura, dall’altra influisce sulla formazione della carie per l’azione congiunta di biofilm e alimenti. Nella bocca i residui alimentari, in particolare gli zuccheri e gli amidi, vengono metabolizzati dai batteri con la conseguente produzione di sostanze acide in grado sia di demineralizzare la dentatura, rendendola più fragile, sia di intaccare prima lo smalto e poi la dentina, la parte dura del dente, per arrivare fino alla polpa, e lì sono dolori. E più la placca è presente e più quest’azione è maggiore. Perciò è opportuno lavarsi i denti entro mezz’ora dopo ogni pasto, specie quando si mangiano dolci, perché è in questo tempo che i batteri diventano più aggressivi e metabolizzano più zuccheri.

Prevenire è meglio che trapanare

Si può dire che la prevenzione della carie inizia già nella pancia della mamma: gli abbozzi dentari si formano precocemente nell’embrione, prima addirittura di mandibola e mascelle. Per il corretto sviluppo delle strutture ossee e dentarie del bambino può essere consigliabile già durante la gravidanza l’integrazione con il fluoro, un oligoelementi fondamentale per la formazione del tessuto osseo. Dopo la nascita, sarà il latte materno a garantire un sufficiente apporto di sali minerali e vitamine. Durante la formazione dei denti permanenti, è importante che il bambino non abbia carenze nutrizionali, per esempio di minerali quali calcio, fosforo e fluoro: una dieta ripetitiva e povera, infatti, predispone alla carie. Inoltre, si è visto che una volta spuntati i denti, la terapia recalcificante con integratori è di scarsa utilità. Per la salute dei denti dei bambini, ma questo vale anche per gli adulti, è importante seguire un’alimentazione bilanciata, sana e varia, che comprenda tutti i cibi, di origine animale e non, senza trascurare le vitamine e i minerali presenti in frutta e verdura. Oltre ai minerali già detti anche zinco e selenio hanno un’azione protettiva contro le carie. Le vitamine, invece, specie la C, sono fondamentali per la salute delle gengive. Ma se mangiando bene i denti sono più protetti, perché tanti ricorrono agli integratori? Spesso perché le mamme non hanno il tempo di curare più di tanto l’alimentazione del proprio figlio, e allora la pillola garantisce comunque un dosaggio costante.

Viva la rozzezza!

Popolazioni che si nutrono di alimenti fibrosi, che obbligano a una lunga masticazione e salivazione, hanno meno carie degli europei. Noi preferiamo cibi raffinati e morbidi che vanno giù in un attimo, ma restano sui denti, come le soffici merendine industriali, che restano appiccicate alla dentatura, rendendo poco efficace l’azione di auto detersione salivare. Insomma, più un cibo è vischioso e dolce, peggio è. Va detto che l’effetto dei cibi cariogeni è più marcato se questi vengono assunti come spuntino e non all’interno di un pasto. Molto meglio, quindi, snack e merende a base di frutta, latte, yogurt, pane integrale invece di dolci, caramelle, chewing-gum e bevande zuccherate, gelati, brioche, cioccolata e così via. Anche il vecchio consiglio di masticare una bella mela a fine pasto è utile per l’effetto stimolante sulla salivazione e l’azione pulente, effetto attribuito anche alla frutta secca. Detto ciò si evince che i cibi che ci proteggono sono quelli più consistenti e con più principi nutritivi. I cereali in chicchi che hanno un’azione cariogena debole e sono preziosi per la salute; i formaggi, specie a pasta dura, fonte eccezionale di calcio e fosforo. Poi pesce, uova, carne: le loro proteine formano in bocca composti poco o nulla fermentabili, col risultato di non innescare il processo cariogeno e demineralizzante.

Un bel sorriso con questi cibi

•    Calcio: latte, formaggi, tuorlo d’uovo, legumi, frutta secca. Tra gli ortaggi i più ricchi sono carciofi, cardi, indivia e spinaci.
•    Fluoro: tè, pollame, uova, pesce, frutti di mare. È un oligoelementi presente in quantità modesta in quasi tutti gli alimenti, compresa l’acqua.
•    Selenio: pesce azzurro, crostacei, frutti di mare, formaggi stagionati, tuorlo d’uovo. Il suo contenuto nei vegetali dipende dal terreno. Aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali, cipolle, funghi, sedano ne contengono buone quantità
•    Zinco: carne, pesce, frutti di mare, cereali, legumi, frutta oleosa. Tragli ortaggi: carote, cavolo verde, sedano, spinaci.
•    Vitamina C: agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci.

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