Dalla mia cucina in un minuto e mezzo


Quello che di sicuro non manca a Benedetta Parodi è il dono della sintesi: un minuto e mezzo per spiegare, e in modo da farti venire l’acquolina in bocca, una ricetta

Quello che di sicuro non manca a Benedetta Parodi è il dono della sintesi: un minuto e mezzo per spiegare, e in modo da farti venire l’acquolina in bocca, una ricetta. Guardare per credere: in Cotto e Mangiato Benedetta propone in diretta una ricetta spiegandone tutti i passaggi.
Una rubrica seguitissima, che si è trasformata anche in un libro, anch’esso di grande successo. Una formula vincente e anche un po’ sorprendente, visto che Benedetta non è una cuoca di professione ma una giornalista che per anni si è dedicata alla cronaca e che molti hanno conosciuto proprio in questa veste.

Come mai questa passione culinaria? È forse grazie a una mamma cuoca provetta?

Non esattamente, mia madre non è una cuoca provetta, anche se cucina bene. È un’insegnante con ben poco tempo a disposizione. È comunque grazie a lei che io e i miei fratelli, Cristina e Roberto, siamo cresciuti con un bel rapporto col cibo, sereno, senza tanti fronzoli e soprattutto senza essere oppressi dall’atteggiamento tipico delle mamme italiane, cioè “il bambino non mi mangia”. Anzi, si comportava proprio nel modo contrario: quando qualcuno di noi tre “cincischiava” col piatto, ce lo portava via e non arrivava nulla, se non la normale merenda, fino al pasto successivo. Una disciplina, la sua, senza inutile severità, che ritengo un atteggiamento vincente e positivo a tavola e non solo. Per quanto riguarda me, la cucina e l’arte del ricevere mi hanno appassionato fin da piccola, tanto che da bambina ero l’unica tra i miei fratelli che si offriva di aiutare mia madre quando organizzava delle cene. Visto che non mi era permesso cucinare mi accontentavo di servire a tavola. Il piatto che amavo di più e che avevo l’occasione di mangiare solo in quella particolare circostanza, era la faraona al paté. Una ricetta dal nome importante ma dall’esecuzione e dal costo davvero irrisorio, tant’è vero che quando l’ho cucinata nella mia rubrica, sottolineando che l’intera preparazione non mi era costata più di 10 euro, mia madre ha commentato un po’ risentita: “Bella figura mi fai fare davanti ai miei ospiti!”.

Quando hai iniziato a “mettere le mani in pasta”?

Quando sono uscita di casa per andare a studiare a Milano all’università. Vivevo con un’amica e i nostri pranzi erano soprattutto gran pastasciutte. Il mio primo grande successo è stata una pasta integrale con i carciofi, che mi sono inventata lì per lì con gli unici ingredienti che avevamo in casa: da quel giorno sono diventata “famosa” tra gli amici e mi sono lanciata! Ma cucinare rimaneva pur sempre una necessità, mentre la vera passione è sbocciata quando mi sono sposata e ho avuto una casa mia: allora ho proprio iniziato a creare dei piatti, anche se non esattamente inventati, ma sapientemente copiati ed elaborati secondo i miei gusti e le esigenze del momento. Anche a me, come a mia madre, piace avere ospiti a pranzo e in queste occasioni mi impegno tantissimo, anche se poi sono stanca morta! Per fortuna mio marito Fabio è un ottimo cuoco e, se è necessario, prende in mano le redini della situazione: lui è di origine romana e così il risultato è una cucina molto varia.

Ma non siete rimasti soli a lungo…

No, sono arrivate una dietro l’altra le mie figlie Matilde ed Eleonora e poi Diego. Coinvolgo spesso le bimbe in cucina, le lascio “pasticciare” e ci divertiamo moltissimo. Forse anche per questo mangiano tutto volentieri, anche a scuola: anzi spesso io sono in competizione con la mensa! Non li obbligo mai a finire, rispetto il loro desiderio, e presento sempre porzioni piccole, dando la possibilità di chiedere il bis: se poi a un pranzo non mangiano, non vado in ansia e li faccio aspettare fino a quello successivo: in questo rispecchio molto l’atteggiamento di mia mamma.

Come sei arrivata alla trasmissione Cotto e mangiato?

Lavoro da dodici anni a Studio Aperto e, dopo aver condotto per sette anni il telegiornale, da due anni circa l’ho lasciato per dedicarmi a questa rubrica di ricette che va in onda direttamente dalla mia cucina e nella quale propongo, in un minuto e mezzo, piatti semplici con gli ingredienti che tutti possono avere in casa.

Cucini davvero tu?

Certo! Scelgo la ricetta e la eseguo, partendo dalla presentazione degli ingredienti fino alla cottura, con la troupe piazzata in giro per la mia cucina che filma tutto per filo e per segno. Poi mi occupo anche del montaggio, tagliando e assemblando solo le parti essenziali.

Come scegli le ricette?

Io invento poco, copio spudoratamente dalle riviste, prendo le ricette che mi mandano gli amici e i telespettatori e ormai ne ho a centinaia. Ciò che faccio, invece, è la valutazione di quelle che possono venire bene o meno, la modifica di alcuni ingredienti, scartando quelli troppo costosi o difficilmente reperibili e semplificando il più possibile l’esecuzione.

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