Carta dei produttori biologici e biodinamici


Messa a punto nel corso del congresso che si è svolto a Milano l’8 e il 9 febbraio scorsi, la bozza della Carta, ancora aperta a contributi, propone un “patto” per un modello agricolo rurale sostenibile e si rivolge alle istituzioni, ai consumatori e alle diverse forze sociali ai quali interessi davvero un cambiamento degli stili di vita e dei valori fondanti della nostra società

Messa a punto nel corso del congresso che si è svolto a Milano l’8 e il 9 febbraio scorsi, la bozza della Carta, ancora aperta a contributi, propone un “patto” per un modello agricolo rurale sostenibile e si rivolge alle istituzioni, ai consumatori e alle diverse forze sociali ai quali interessi davvero un cambiamento degli stili di vita e dei valori fondanti della nostra società. La Carta dei produttori contiene inoltre spunti concreti di azione che gli agricoltori e i trasformatori bio italiani possono iniziare a mettere in atto per uno sviluppo sano dell’agricoltura biologica e biodinamica del nostro Paese.

Carta dei produttori  biologici e biodinamici

Noi e il contesto
Noi produttori siamo consapevoli del ruolo etico e sociale dell'agricoltura biologica e biodinamica e proponiamo con questa Carta un Patto per un modello agricolo rurale sostenibile e ci rivolgiamo alle Istituzioni, ai consumatori ed alle diverse forze sociali cui interessa un cambiamento degli stili di vita e dei valori fondanti della nostra società.
L'agricoltura biologica e biodinamica è il solo modello di agricoltura possibile; assume giorno dopo giorno una dimensione sempre maggiore, soprattutto dal lato dei consumi, ma deve vedere un nuovo e diverso protagonismo della produzione biologica nazionale. L'agricoltura biologica può giocare un ruolo essenziale nel mantenimento della vocazione naturale dei terreni agricoli sempre più minacciati dalla cementificazione o dallo spopolamento delle campagne. Siamo orgogliosi che per legge gli OGM siano vietati in agricoltura biologica e chiediamo interventi decisi a tutelarci da tutte le possibili contaminazioni dei nostri prodotti.

Le nostre richieste alle Istituzioni

Alle Regioni ed al Ministero chiediamo un diverso impegno a sostegno del comparto a cominciare dalla nuova programmazione dello sviluppo rurale e della relativa politica europea. Ci impegniamo a presentare e sostenere delle proposte a livello nazionale e di ogni Regione per un diverso ruolo dell'agricoltura biologica nello sviluppo rurale.
Chiediamo che il MIPAF si doti di un Piano per l'Agricoltura Biologica ed un Ufficio all'altezza delle esigenze dei produttori biologici ed in particolare che sia predisposto un Programma di interventi che incida sui nodi strutturali da affrontare:
•    aggregazione dei produttori
•    ruolo dei produttori nella filiera
•    accorciamento della filiera
•    ricerca e sperimentazione concordate e realizzate insieme alle organizzazioni ed associazioni di produttori.
Chiediamo al Governo Nazionale che sia varata una politica fiscale di vantaggio che riconosca attraverso specifici interventi di deduzioni o detrazioni i maggiori costi che il produttore biologico affronta anche per mantenere integri le risorse naturali e l'ambiente in cui opera.
Al Sistema di Controllo chiediamo una drastica riduzione degli adempimenti burocratici, un controllo più improntato alla sostanza del metodo produttivo e una maggiore severità verso gli operatori che non rispettano le regole.

I nostri alleati naturali

Per la realizzazione dei nostri progetti intendiamo lavorare con le popolazioni locali, i “ cittadini consumatori” e le associazioni ambientaliste con i quali condividiamo uno stile di vita, un modello di sviluppo rurale e una alimentazione improntati a sostenibilità e valori etici. 

Un patto per lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica Italiana

1) Aggregare i produttori per farli contare di più nella filiera è il primo passo per accedere a sistemi economici organizzati con la stessa dignità degli altri soggetti economici. Sosteniamo la formazione ed il riconoscimento delle Organizzazioni di Produttori (OP) biologici a partire dal territorio: per il miglioramento della logistica e la continuità delle forniture; per la definizione di parametri qualitativi condivisi; per il collegamento tra aree e settori produttivi diversi; per il finanziamento di azioni di assistenza tecnica e commerciale alle singole aziende; per rispondere, in fin dei conti, alle esigenze del mercato. Come produttori dobbiamo rilanciare la formazione delle OP anche nei settori non ortofrutticoli utilizzando le provvidenze previste dalla legislazione vigente. I produttori, consapevoli del valore dell'unità fra di loro devono essere coinvolti direttamente nella costituzione e nella gestione delle OP per mantenere un basso livello di costi di gestione e creare una coesione reale tra i produttori.

2) La filiera corta e il mercato locale possono e devono crescere ben oltre la quota che oggi rappresentano nel mercato dei prodotti biologici perchè sono uno strumento privilegiato di valorizzazione del reddito dei produttori e del legame con il territorio. Ci adoperiamo per la valorizzazione delle Rete Nazione di Filiera Corta Bio perché diventi uno strumento di promozione delle aziende e dei sistemi di filiera corta e per una interazione dei soggetti che vi operano.

3) Ci impegniamo al varo di un progetto pilota interprofessionale: produttori, trasformatori e distributori definiscano insieme nuove regole contrattuali che determinano modalità di formazione dei prezzi dei prodotti, parametri qualitativi e modalità di forniture e gestione delle piattaforme di condizionamento e trasformazione improntate al'abbattimento maggiore possibile dei costi. Federbio si adopera per realizzare questi accordi interprofessionali nei quali auspichiamo una decisa inversione di rotta della Distribuzione rispetto al recente passato per abbracciare, convinta,  la valorizzazione della produzione biologica nazionale e della sua biodiversità, anche attraverso campagne, sostenute istituzionalmente, di carattere informativo e promozionale verso i consumatori; campagne che in modo trasparente e convincente evidenzino la differenza tra il prodotto biologico e quello convenzionale, il contributo dell'agricoltura biologica alla tutela dell'ambiente e della salute dei consumatori, la ricaduta del valore dell'agricoltura biologica sul territorio; l’importanza del consumo dei prodotti di stagione.

Approvata dalla assemblea dei produttori biologici e biodinamici dell’8 e 9 febbraio 2011; documento aperto a ulteriori contributi di produttori biologici e biodinamici.

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