Brunello biologico: un’intuizione


Nel cuore della Val d’Orcia, un’azienda viticola biologica dal 1996 produce vini di grande pregio con i migliori vitigni locali e qualche apporto internazionale in una campagna perfetta per bellezza e qualità del terreno. Se siete in zona merita una visita... e un assaggio

“L’Amiata è la porta del mare, da lì giunge il vento salmastro che sa di libertà. Non potrei vivere pensandomi lontano dal mare”. Così esordisce Francesco Leanza, nato in Sicilia, vissuto per tanti anni a Roma dove ha messo a frutto la sua laurea in chimica, e poi trasferitosi definitivamente nel 1997 a Montalcino, comune simbolo per il vino italiano.
In precedenza, sin dal 1992, aveva iniziato faticosi lavori d’impianto dei primi vigneti e opere di ristrutturazione del casolare in pietra che oggi ospita la cantina, la sua abitazione e due stanze a disposizione di chi voglia soggiornare in azienda per godersi una natura di grande bellezza: cipressi, olivi e vigne si dividono ordinatamente gli spazi di un crinale aereo che dolcemente degrada verso l’incantevole Val d’Orcia. Un luogo di grande suggestione, capace di distillare tutto il meglio dell’immaginario scenico di una Toscana da cartolina.

Rossi da intenditori

I terreni sono formati da un variegato impasto di argilla, sabbia e calcare dove la vigna cresce favorevolmente, dando alcuni dei vini migliori al mondo. Francesco ha un grande merito: per primo applicò in zona i dettami dell’agricoltura biologica per allevare le proprie uve. Era il lontano 1996. Esperienza e mano sensibile gli permettono di creare oggi tre vini di notevole personalità. Il più significativo è il Brunello di Montalcino Piaggione (53 euro), il cui color rubino/granato sfoggia una veste vivace che si lascia facilmente attraversare dalla luce; al naso è una sequenza di eleganti sensazioni che abbracciano complesse note floreali, rimandi terrosi, note di ciliegie e spezie orientali. Un vino che sopporta lunghi invecchiamenti e che dovrebbe sempre essere presente nella cantina di ogni appassionato che si rispetti. Il Rosso di Montalcino Sorgente (20 euro) ne è la versione più fresca e giovane, leggiadra nelle sue note di violetta, con una bocca polposa, tesa, dalla beva appassionante.
Per entrambi si usa esclusivamente il vitigno sangiovese. Tra i filari trovano spazio anche cabernet sauvignon e canaiolo (un antico vitigno autoctono toscano). Insieme danno vita al Dopoteatro (20 euro), fitto nel colore quasi violaceo, dotato di profumi ampi e intensi di matrice fruttata che si trasformano in un sorso polposo al palato, di grande piacevolezza complessiva. Tutti i vini si affinano in legno di varie dimensioni, dal tonneau alla botte di 40 ettolitri.

Dove si trova
Podere Salicutti si trova a Montalcino (SI), in Loc. Podere Salicutti
174. Tel. 0577847003, www.poderesalicutti.it

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