Uno studio Usa esamina le differenze fra rese in agricoltura biologica e convenzionale


Confermati i minori rendimenti dell’agricoltura biologica, ma con differenze minori di quanto affermato in precedenti lavori. La necessità di un maggiore impegno nella ricerca per migliorare la varietà di sementi più adatti all’agricoltura biologica

Una nuova ricerca, pubblicata recentemente  su Plos One e ripresa da The Organic Center, ha usato dati delle produzioni agricole statunitensi per confermare che il gap fra produttività dell’agricoltura biologica e quella convenzionale è minore di quanto sia stato stimato in precedenza. Lo studio ha preso in esame i dati del Ministero dell’agricoltura Usa dal 2014 per comparare i raccolti di diversi prodotti in diversi stati. Per esempio, i raccolti di patate biologiche in Idaho sono stati confrontati con i raccolti di patate convenzionali nello stesso stato. Quando sono state confrontate le medie dei raccolti di tutti i prodotti biologici con quella dei convenzionali, i raccolti biologici sono risultati inferiori di circa il 20% di quelli convenzionali, in accordo con uno studio pubblicato recentemente che metteva in evidenza uno scarto simile nelle rese biologiche rispetto a quelle convenzionali, ma più basso di quello che era stato calcolato in studi precedenti. Quando le rese erano invece confrontate per tipo di prodotto, i risultati erano variabili. Nel complesso le rese del biologico erano inferiori, ma, in alcuni prodotti la differenza era insignificante e in altre – in particolare fieno e insilato – le rese  del biologico erano superiori a quelle del convenzionale. Gli autori dello studio hanno commentato questi risultati sottolineando che “più ricerca  per sostenere i produttori biologici, in particolare, maggiori sforzi per migliorare le varietà disponibili per l’uso specifico in agricoltura biologica potrebbe avere come risultato un incremento delle rese, attraverso il miglioramento dello sfruttamento dei nutrienti, della resistenza alle malattie e ai parassiti, dei loro tratti distintivi competitivi, o altri geni attraverso interazioni con l’ambiente”.

Puoi leggere qui la versione integrale dell’articolo su Plos One

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here