Trend ristoranti 2010: menu a Km 0


Per uno chef su tre la nuova tendenza del 2010 è la preparazione nei ristoranti di menu con prodotti locali a chilometro zero, magari coltivati direttamente nell'orto del locale.

È quanto afferma la Coldiretti nel rendere noto il risultato del sondaggio condotto su duemila cuochi dall'associazione Nazionale dei ristoratori sul trend più in del momento negli Stati Uniti. Il successo, diffuso soprattutto tra i ristoranti indipendenti, è determinato dalla possibilità di garantirsi la quallità della materia prima utilizzata in cucina, assicura la possibilità di variare i menu secondo la stagione e rassicura i clienti con la possibilità di conoscere direttamente la provenienza del cibo a loro offerto.

Si tratta di una tendenza che si sta rapidamente diffondendo anche in Italia dove le condizioni climatiche offrono la possibilità di disporre durante l'anno di una ampia varietà di frutta e verdura coltivate localmente, in grado di assicurare un' ampia offerta nei menu. Accanto ai ristoranti che coltivano direttamente un proprio orto sono in molti a scegliere come fornitori agricoltori locali acquistando direttamente nelle aziende o nei mercati degli agricoltori che si stanno diffondendo nelle piccole e grandi città.

Il circuito degli alimentia chilometri 0 in Italia vale più di 3 miliardi di euro spesi per fare acquisti, una rete di oltre 63mile imprese agricole (cantine, cascine, frantoi, caseifici), 18mila agriturismi, 600 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie dove si servono prodotti locali e di stagione.

Sul piano ambientale si stima che ogni pasto percorre in media duemila chilometri con aerei, navi o camion, ma consumando prodotti locali, di stagione e a chilometro zero e facendo attenzione agli imballaggi, si può arrivare ad abbattere le emissioni di gas serra fino a mille chili di anidride carbonica l'anno. Anche per questo cresce la sensibilità di ristoranti e clienti verso un modello di consumo che, garantendo la freschezza, tagliando le intermediazioni e riducendo le distanze che deve percorrere il cibo con mezzi spesso inquinanti prima di giungere a tavola, ha effetti positivi sul piano economico, salutistico e ambientale.

07 ottobre 2010

 

 

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