Vita in campagna

Tarassaco, i fiori del sole

Questa pianta aiuta a scrollarsi di dosso le tossine dell’inverno. Ecco come approfittare dei suoi effetti benefici anche quando la primavera sarà passata

La primavera è il momento migliore per la raccolta delle erbe selvatiche e tra queste il tarassaco è una delle più generose. È possibile trovarlo tutto l’anno, ma a marzo arriva il suo “tempo balsamico”, il momento in cui la pianta è al meglio e i principi attivi sono più concentrati. Può essere confuso con diverse altre piante simili, ma è facile riconoscerlo dai suoi fiori gialli che crescono su steli singoli e dai bordi delle foglie con la caratteristica forma “a dente di leone”, uno dei suoi tanti nomi popolari. Nelle campagne era abitudine fare cure primaverili depurative primaverili a base di foglie e radici di tarassaco: quest’erba è, infatti, uno dei migliori diuretici e tonici del fegato, due funzioni molto importanti per aiutare il corpo a riprendere energia dopo l’inverno. La sua azione disintossicante è utile a diversi livelli, compresa la salute della pelle che viene preservata grazie alla stimolazione delle funzioni renali ed epatiche. Per preparare un decotto depurativo fate bollire 25 g di radici essiccate di tarassaco e 25 g di foglie essiccate in un litro d’acqua per 5 minuti, poi lasciate in infusione un quarto d’ora e bevetene tre tazze al giorno. È possibile anche usare solo 50 g di radice al giorno, ma la sinergia con le foglie è preferibile. Potete anche preparare una tazza di infuso di sole foglie lasciando un cucchiaio di foglie essiccate o due di foglie fresche sminuzzate in acqua bollente per 10 minuti. Il tarassaco è apprezzato anche per il suo uso in cucina: ha un gusto piacevolmente amaro e si presta bene alla preparazione di molti piatti. Le foglie più tenere si consumano crude, in insalata, mentre le più grandi si cuociono e si utilizzano come una cicoria in torte salate, misti di verdure saltate in padella, pasta ripiena e tante altre ricette. Qui vi suggeriamo due modi per utilizzare i fiori.

Capperi di tarassaco sotto sale o sott’aceto

Se passeggiando in campagna vi capita di imbattervi in una giovane pianta di tarassaco, potreste vedere al centro della rosetta di foglie il bocciolo del fiore: può essere ben incastrato al centro della rosetta o già appeso allo stelo del fiore in crescita. Questi boccioli possono essere utilizzati esattamente come i capperi. Per preparare i capperi di tarassaco raccogliete boccioli di fiori in quantità, poi lavateli e lasciateli mezza giornata a prender aria ben stesi su un telo pulito o per un paio d’ore al sole. Pesateli e mescolateli con uguale peso di fior di sale, oppure di sale marino integrale grosso. Conservateli in vasetti di vetro puliti e prima di usarli dissalateli sotto l’acqua. Se volete conservarli sott’aceto cospargeteli di sale fino e lasciateli in una ciotola per 2 giorni. Eliminate l’acqua e invasettateli coprendoli di aceto bianco. Anche in questo caso sciacquateli sotto l’acqua prima dell’utilizzo.

Sciroppo di petali per dolcificare tisane e C.

Con i fiori già sbocciati del tarassaco si può preparare uno sciroppo denso che può sostituire il miele o un altro dolcificante in molte preparazioni. Raccogliete 250 grammi di fiori di tarassaco, eliminate la parte verde dai capolini, in modo da usare solo la parte con i petali. Metteteli in una pentola con un litro d’acqua, portate a bollore, cuocete per 5 minuti poi spegnete il fuoco, coprite e lasciate i fiori in infusione per 8-10 ore. Filtrate l’acqua con un colino a maglia stretta strizzando bene il residuo di fiori, pesatela e rimettetela sul fuoco insieme a uguale peso di zucchero di canna demerara e due cucchiai di succo di limone. Fate cuocere a fuoco basso per circa un’ora, fino a che vedrete che il composto inizia ad addensarsi. Quando avrà raggiunto la consistenza di un miele molto fluido versatelo ancora caldo in vasetti di vetro precedente sterilizzati.

 

 

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