“Stati membri, cittadini e agricoltori rifiutano gli OGM, la Commissione Ue si adegui”


E’ questo l’invito rivolto dall’associazione ambientalista Greenpeace, dopo che per la seconda volta il comitato deputato a decidere non ha raggiunto la maggioranza qualificata necessaria a favore o contro tre mais OGM. Ora tocca alla Commissione decidere

Di nuovo i rappresentanti degli Stati membri nel comitato permanente Ue per piante, animali, alimenti e i mangimi (Paff) non sono riusciti a esprimere la maggioranza qualificata necessaria per approvare o respingere la richiesta per l’autorizzazione della coltivazione di due mais OGM - il BT11 della Syngenta e il 1507 della DuPont Pioneer - e il rinnovo dell’autorizzazione dell’unico OGM al momento ammesso per la coltivazione nell’Unione europea, il mais MON810 della Monsanto.

Anche se non è stata raggiunta la maggioranza qualificata – si legge in un comunicato stampa di GreenPeace -, il voto odierno dimostra chiaramente che l'opposizione agli OGM supera ampiamente i voti a favore. Quella di oggi è stata la seconda votazione da parte dei governi nazionali sulle proposte della Commissione europea per l'approvazione dei tre mais OGM. Anche nel caso della prima votazione, avvenuta lo scorso gennaio, non era stata raggiunta una maggioranza qualificata, ma durante la votazione odierna l’Italia si è schierata apertamente fra gli oppositori, aumentando ulteriormente la percentuale dei voti contrari. Ora spetterà alla Commissione prendere la decisione finale.

«Il chiaro no espresso oggi dall’Italia alla coltivazione di OGM in Europa è un voto di responsabilità e di coerenza molto apprezzato, in linea con la maggioranza di cittadini e agricoltori italiani che chiede da tempo un’agricoltura libera da OGM e sempre più rivolta alla sostenibilità», afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «Dopo la sua elezione il presidente della Commissione Juncker ha promesso un processo decisionale più democratico. Questo voto non lascia dubbi sul fatto che un’eventuale autorizzazione di questi mais OGM romperebbe quella promessa», conclude Ferrario.

La maggior parte dei governi, dei parlamentari europei e dei cittadini europei si oppongono agli OGM, e due terzi degli Stati membri hanno già vietato la loro coltivazione su tutto il territorio nazionale.

Se approvate, le autorizzazioni dei tre mais OGM sarebbero valide solo in 9 dei 28 Paesi dell'Unione europea e in Inghilterra, nelle Fiandre e nella regione di Bruxelles. Gli altri paesi dell'Ue hanno fatto uso del nuovo meccanismo di opt-out della UE per vietare la coltivazione di OGM nei loro territori nazionali.

Le tre varietà di mais OGM oggetto del voto odierno sono state modificate per essere in grado di produrre tossine derivate da un batterio del suolo, il Bacillus thuringiensis (Bt). Le tossine Bt hanno lo scopo di uccidere le larve di determinati parassiti, come la piralide del mais, ma gli impatti sono ben più vasti e in parte imprevedibili. Due di queste colture, il 1507 e il Bt11, sono state modificate geneticamente anche per resistere al glufosinate ammonio, un potente erbicida.

Votazione

-        Mais MON810: 14 paesi Ue hanno votato contro (AT, BG, CY, DK, EL, FR, IE, IT, HU, LT, LU, LV, PL, SI) che rappresentano il 43,29 per cento della popolazione dell'Unione europea , otto paesi dell'UE hanno votato a favore (CZ, EE, ES, FI, NL, RO, SE, UK) che rappresentano il 34,45 per cento, e sei si sono astenuti (BE, DE, HR, MT, PT, SK) che rappresentano il 22,26 per cento;

-        Mais 1507 e Bt 11: 16 paesi Ue hanno votato contro (AT, BG, CY, DK, EL, FR, HU, IE, IT, LT, LU, LV, PL, PT, SI, SE) che rappresentano il 47,27 per cento della popolazione dell'UE, sei hanno votato a favore (EE, ES, FI, NL, RO, UK) che rappresentano il 30,45 per cento, e sei si sono astenuti (BE, CZ, DE, HR, MT, SK) che rappresentano il 22,28 per cento.

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