Slitta ancora l’approvazione della riforma del biologico europeo?


Secondo Paolo De Castro, eurodeputato del Pd e membro della commissione Agricoltura, per colpa dell’ostruzionismo dei Paesi del nord Europa “Dovremo aspettare la presidenza slovacca di fine 2016 per avere delle speranze che si approvi la riforma di cui il settore ha bisogno”

Secondo Paolo De Castro, per colpa dell’ostruzionismo dei Paesi del nord Europa “Dovremo aspettare la presidenza slovacca di fine 2016 per avere delle speranze che si approvi la riforma di cui il settore ha bisogno”. Gli argomenti dell’eurodeputato del Pd e membro della commissione Agricoltura, in una intervista comparsa su “Affari Italiani”.

Onorevole De Castro, durante un incontro ad Expo il commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan aveva dichiarato che la riforma del biologico si sarebbe conclusa a fine anno. Mancano pochi giorni al 31 dicembre, ma ancora nulla si vede all'orizzonte...
“In molti abbiamo sperato che la riforma sarebbe stata approvata entro la fine dell'anno, sotto la presidenza lussemburghese, ma così non è stato. Ora il problema è rappresentato dalla presidenza olandese, che inizia il primo gennaio e che certamente non ha interesse a velocizzare l'iter”.
Quando prevede che il pacchetto verrà votato?
“Non lo so, ma credo che dovremo aspettare la presidenza successiva a quella olandese, la slovacca”.
Come mai c'è stato questo rallentamento dall'estate ad oggi?
“C'è stato un gioco al rinvio voluto dal rapporter, un tedesco, che ha tutta l'intenzione di non fare approvare il testo. Sul dossier si sono scontrate due visioni. Da una parte un approccio liberista, portato avanti dal rapporter, del gruppo dei Verdi, e sostenuto dai Paesi del nord, Germania ed Austria in primis. Dall'altra una visione più restrittiva, sostenuta dal sud Europa, Italia e Spagna in testa, Paesi dove la produzione biologica è forte. Il terreno di scontro sono le soglie di tolleranza dei pesticidi residui, le importazioni di prodotti e i controlli nelle aziende agricole”.
Si andrà verso una modifica del testo?
“Non so quali saranno i prossimi passi. Quello che posso dire è che non voteremo mai una riforma annacquata, senza soglie o vincoli. Piuttosto meglio lasciare le cose come stanno, non intervenendo. Quello del biologico è un settore in costante crescita, che ormai non rappresenta più una nicchia”.

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