Si possono contrastare con gli allevamenti biologici


Nel presentare l’iniziativa “Nutrire il suolo per nutrire la terra” Cia e Anabio hanno sostenuto l’importanza di una gestione sostenibile della zootecnia, riprendendo anche l’argomento della Fao secondo il quale gli allevamenti biologici contribuiscono a ridurre l’effetto serra

 

Nell’importante sfida tra letame contro petrolio per la fertilità del suolo, il vincitore indiscusso, è il primo. E’ quanto hanno sostenuto in una conferenza stampa Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Anabio (Associazione nazionale agricoltura Biologica) durante la presentazione dell’iniziativa ‘Nutrire il suolo per nutrire il Pianeta’:
Infatti, Cia e Anabio sottolineano come il letame, al contrario del petrolio che è una materia fossile non infinita, è una materia organica rinnovabile che può arginare con successo il fenomeno della desertificazione, responsabile ogni anno dell’erosione di oltre 10 milioni di ettari di terra arabile, anche se per riuscire in ciò servono più animali allevati in modo sostenibile nelle campagne, ovvero la nascita di più allevamenti bio, che potrebbero essere già 15 mila entro il 2020.
Inoltre, riguardo ai timori che molti nutrono sui possibili effetti negativi degli allevamenti sull’ambiente, Cia e Anabio hanno spiegato che la natura smonta da sola il paradigma che indica gli allevamenti quali forti responsabili dell’innalzamento delle emissioni di CO2, dal momento che praticando una zootecnica sostenibile non solo si contribuisce all’abbattimento dei volumi di anidride carbonica, ma si favorisce anche la produttività della terra, come conferma l’ultimo rapporto della Fao sull’argomento, che indica nell’allevamento biologico o biodinamico la possibilità di abbattimento del 30% dell’emissione di gas serra.

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