News: ricerca fa chiarezza su rapporto cibi e salute del cuore (ma non solo). E i vincitori sono…

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Farà bene o farà male? Mi alzerà la pressione? E il colesterolo? Quante volte, anche grazie ai dati discordanti tra i vari studi scientifici, davanti a una tazzina di caffè, un calice di vino o una fetta di formaggio ci siamo fatti domande del genere? Premettendo che ogni alimento  è un insieme di sostanze, con relative qualità e difetti, è senz’altro da segnalare questa interessante review appena pubblicata sul Journal of American College of Cardiology nella quale un gruppo di studiosi, ha incrociato i dati di numerose ricerche su dieta e salute cardiovascolare. Costruendo così una sorta di linea guida delle evidenze scientifiche rivolte ai medici ma preziose anche per il pubblico.

"Le attuali raccomandazioni nutrizionali mostrano che una dieta sana per il cuore è ricca di frutta, verdura, cereali integrali e noci con moderazione", afferma Andrew Freeman, cardiologo e autore principale della review: "Tuttavia, ci sono molti gruppi di alimenti che possono causare confusione tra le persone come i latticini, lo zucchero, il caffè e l'alcol". Per fare un po’ di chiarezza a questo proposito, ecco qui sotto il succo della review sui gruppi di alimenti più comuni.

Formaggi: si o no?

Mentre i latticini a basso contenuto di grassi possono abbassare la pressione sanguigna, diversi studi hanno dimostrato un legame tra l'assunzione di latte e derivati e l'aumento del colesterolo LDL, delle fratture e della mortalità per tutte le cause. Sebbene non ci sia posizione univoca sull'assunzione di formaggi e latticini tra gli esperti, gli autori della revisione in questione hanno stabilito che dovrebbero essere consumati con cautela, poiché non è chiaro se vi siano benefici o danni e anche perché sono comunque una fonte di grassi saturi e sale.

Gli zuccheri aggiunti

Il consumo di alimenti con zuccheri aggiunti (come lo zucchero da tavola e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, presente in tantissimi prodotti industriali) è stato associato a un aumentato rischio di cardiopatia ischemica, ictus e peggioramento della aterosclerosi. I ricercatori raccomandano vivamente che gli individui eliminino il più possibile gli zuccheri aggiunti dalla loro dieta, compresi i cibi trasformati e le bevande zuccherate, i succhi di frutta e le bevande sportive.

I chicchi che fanno bene
Nessuna controversia in questo caso. I legumi hanno dimostrato di ridurre con successo la cardiopatia coronarica e migliorare la glicemia, l'LDL-C, la pressione sanguigna sistolica (ossia la cosiddetta massima) e il peso.
"I legumi sono economici e una ricca fonte di proteine", ha detto Freeman. "Dovremmo inserire più legumi o pietanze come l’hummus sulla nostre tavole per promuovere la salute del cuore."

Gli amici del bosco
Il consumo di funghi è stato associato a una migliore salute cardiovascolare grazie al loro effetto anti-infiammatorio e antiossidante. Tuttavia va detto che mancano dati di alta qualità dal punto di vista scientifico. Come mancano sugli alimenti fermentati e alghe. Detto questo, per ora i dati osservazionali suggeriscono potenziali benefici per ridurre il rischio di esiti di malattie cardiovascolari e per le dislipidemie.

Gli alimenti con i grassi “buoni” di mare e di terra

Esistono due classi distinte di acidi grassi omega 3: quelli di origine marina e quelli di origine vegetale (frutta a guscio, semi). Entrambi apportano benefici cardiovascolari, tanto da consigliarne l'inserimento anche giornaliero per una dieta sana per il cuore.

Anche il bere conta

Sì a caffè e tè, ma al naturale

Complessivamente il consumo abituale di caffè – non zuccherato -è associato a minori rischi di mortalità per tutte le cause e cardiovascolari, e non vi è alcuna associazione tra sviluppo di caffè e ipertensione.
Il consumo di tè nero o verde al naturale, ossia senza aggiungere zucchero o altri dolcificanti, latte o creme, risulta salutare e persino associato a un miglioramento della salute cardiovascolare e dei lipidi del sangue.

Alcolici: potrebbero aiutare ma meglio evitare
La relazione tra consumo di alcol e malattie cardiovascolari è piuttosto complicata. Se da una parte l'assunzione da bassa a moderata è associata a un ridotto rischio di malattia cardiovascolare, dall’altra parte è associata a un aumento del rischio di tumori e di malattie del fegato (ma non solo). I ricercatori perciò non raccomandano che le persone consumino alcol per ottenere benefici all’apparato cardiovascolare.

Credit: Journal of the American College of Cardiology

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