“Se peggiora la situazione attuale, meglio non approvarla”


A dirlo è stato Paolo De Castro della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. Allarme anche di Confagricoltura. Fra i punti controversi le conseguenze della contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati nel bio. Se ne discuterà a Bruxelles il 12 e 13 dicembre

"Se il risultato del processo di riforma dovesse finire per peggiorare lo status quo sarebbe meglio non approvare il nuovo regolamento". Lo ha detto – come riferisce una nota dell’ANSA il coordinatore del gruppo S&D della Commissione agricoltura del Parlamento europeo  Paolo De Castro riferendosi al nuovo regolamento Ue sul biologico, intervenendo durante l'evento organizzato a Bruxelles dalla Organic Cities Network Europe, una rete di città che dal febbraio 2017 promuoverà l'agricoltura biologica. Emergono quindi nuovi dubbi su un regolamento in discussione a livello europeo da ormai oltre due anni e che "al momento - ha concluso De Castro - sembra minare lo sviluppo del settore biologico invece che sostenerlo".
Questi sono giorni decisivi, la presidenza slovacca, infatti, vuole assolutamente presentare un accordo al Consiglio agricoltura e pesca del 12 e 13 dicembre. Su temi come la certificazione dei prodotti di serra e la contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati nel bio, però, le distanze tra le parti sono tuttora molto grandi.
A rilanciare le preoccupazioni di Paolo de Castro è un Comunicato stampa di Confagricoltura ricorda quanto potrebbe accadere all’agricoltura biologica nel corso del Consiglio dei ministri agricoli della Ue il prossimo lunedì 12 dicembre.   “Si rischia di approvare regole che annacquerebbero la qualità della produzione agricola biologica italiana ed europea”, afferma Paolo Parisini presidente della Federazione nazionale dell’agricoltura biologica di Confagricoltura.   Sulla spinta dei Paesi del nord si vuole, infatti, permettere di coltivare i prodotti bio anche senza seminarli su terra, perdendo così la naturale difesa della biodiversità, uno dei cardini dell’agricoltura biologica. Altrettanto grave è la richiesta di poter vendere prodotti biologici contaminati accidentalmente da pesticidi, senza alcun rispetto per i consumatori e per i produttori.   “Sono scelte che mettono in pericolo un settore in forte espansione, che avrebbe bisogno di una maggiore tutela, sia nei controlli, sia nelle regole di produzione – continua Parisini -. Voler fare agricoltura biologica a tutti i costi, annacquando le regole, rischia di snaturare un comparto che basa il suo operare su principi quali il rispetto dei cicli naturali di coltivazione e allevamento, la tutela della biodiversità del suolo, la valorizzazione di specie antiche, il divieto assoluto di uso di pesticidi non organici, il mantenimento di specie che naturalmente possono essere fatte nel proprio territorio”.

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