“Raddoppiare le superfici coltivate a biologico entro il 2020”


Questa la proposta lanciata dall’associazione ambientalista a Milano durante la Conferenza Internazionale  “La terra che vogliamo. Quale agricoltura per nutrire il pianeta?”

Migliorare le nostre diete alimentari e raddoppiare nei prossimi cinque anni, estendendole dal dieci al venti per cento, le superfici italiane coltivate a biologico, l’unica agricoltura che può assicurarci cibo sano, libero da ogm e pesticidi, e al tempo stesso aiutarci a contrastare i cambiamenti climatici e le altre gravi emergenze ambientali del Pianeta. Un obiettivo che è alla portata dell’Italia, nei cui territori esistono già tantissime esperienze virtuose. Per questo Legambiente – si legge in un comunicato stampa dell’associazione ambientalista - chiede al ministro dell’Agricoltura Martina e al Governo di sostenere queste realtà con una serie di azioni concrete:
* fondi per la ricerca e sperimentazione di metodi di agricoltura biologica,
* formazione e istituzione in ogni regione italiana di liste di esperti in agricoltura biologica per l’assistenza tecnica alle imprese,
* promozione di almeno un biodistretto per regione in alleanza tra agricoltura, filiere agroalimentari e ricerca scientifica,
* agricoltura biologica nei Parchi.
Sono queste le richieste e i temi fondamentali del progetto Conversione, presentato nella Conferenza Internazionale  “La terra che vogliamo. Quale agricoltura per nutrire il pianeta?”, svoltasi il 10 aprile 2015 a Milano e promossa da Legambiente insieme al Comitato Scientifico Expo a conclusione del viaggio del Treno Verde, la storica campagna dell’associazione ambientalista e del Gruppo Ferrovie dello Stato che ha concluso la sua ventisettesima edizione.

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