Il progetto per un biodistretto del Prosecco Docg


A promuoverlo il sindaco di Conegliano per i 15 comuni dove si produce la Docg del Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene. L’obiettivo è che almeno il 4% della superficie agricola utilizzabiile del territorio sia convertito al biologico

Susegana è il Comune con maggiore percentuale di coltura biologica della Denominazione: il dato - come si legge "Qdpnews notizie on line dell’Alta Marca Trevigiana" - è emerso da un'analisi relativa al progetto di costituzione di un biodistretto che coinvolge i 15 Comuni della Docg del Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene.

A cinque mesi esatti dalla votazione per le amministrative di Conegliano, il sindaco Fabio Chies ha ripreso e approfondito un punto del suo programma: "Il biodistretto fa parte del nostro programma ed è importante capire quale direzione prendere sul territorio e per dargli un respiro internazionale, in quanto si tratta di un'area con molte potenzialità. La salute del cittadino è il pensiero primario di un sindaco ed è necessario tracciare la linea sinergica comprendente tutti gli attori del territorio".

"Sottolineo, infatti - ha rimarcato il sindaco Chies - come in tutto ciò sia evidente una distonìa: il nostro territorio viene attaccato per determinati aspetti e poi risultiamo candidati come patrimonio dell'Unesco. Si tratta di una realtà che va aiutata a crescere. Siamo consapevoli di come siano le amministrazioni a dover intervenire. Vogliamo dare una direzione perché deve essere un territorio che guida". "Sicuramente è un progetto che coinvolge tutto il territorio", ha commentato l'assessore Claudio Toppan.

Fiorello Terziarol, consulente della presente amministrazione, si è occupato di verificare se ci fossero i margini per realizzare un progetto così illustrato: "Siamo schietti e ammettiamo che non riusciremmo a fare del biologico su tutta l'area del Docg. Tuttavia è importante creare un biodistretto, ovvero far sì che sul territorio coltivato ci sia una percentuale che deve essere dedicata al biologico".

"Tale percentuale muta da regione a regione - ha spiegato Terziarol - e nel caso del Veneto ammonta al 4,1 la percentuale da raggiungere e riguarda tutte le tipologie di colture, non soltanto la vite. Molte aziende stanno abbracciando il biologico, ma non è una cosa semplice, in quanto comporta anche dei rischi. Quello del biodistretto è un progetto che interessa: lo stesso prefetto di Treviso ha chiesto più volte se ci fosse la possibilità di condurlo. Abbiamo tempo due anni per costituire l'associazione e raggiungere il 4,1%, la quota minima di biologico da avere e si tratta di un'iniziativa per dare un valore aggiunto all'area della Docg".

"Raggiungere questo tassello non sarebbe cosa da poco - ha proseguito Terzariol - dal momento che si verrebbe a creare un marchio da apporre ai prodotti biologici, che poi circolerebbero in ristoranti ed alberghi. Del biodistretto possono far parte i produttori, mentre i Comuni vengono menzionati come sostenitori. Per la prima parte è fondamentale l'azione delle amministrazioni e successivamente si creerà una mailing list di tutti gli attori principali con tutte le possibilità realizzabili".

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