Presentata al Senato la campagna “Coltiviamo Diritti”


La campagna contro lo sfruttamento in agricoltura, per un lavoro che sia dignitoso e legale, è promossa da un network costituito da Aiab Nazionale, Asgi, Arci, Cgil Nazionale, Flai Cgil, Fondazione Di Vittorio, In Migrazione, Legambiente, Nidil Cgil, Parsec, Res e Slow Food

Il network "Coltiviamo i diritti" costituito da Aiab Nazionale, Asgi, Arci, Cgil Nazionale, Flai Cgil, Fondazione Di Vittorio, In Migrazione, Legambiente, Nidil Cgil, Parsec, Res e Slow Food ha presentato qualche giorno fa, in Conferenza stampa, nella Sala Caduti di Nassyria – Senato della Repubblica, la campagna contro lo sfruttamento in agricoltura, per un lavoro che sia dignitoso e legale.
430mila lavoratori e lavoratrici – si legge in un comunicato stampa - che vivono condizioni di sfruttamento e lavoro nero e di questi, almeno l'80% sono stranieri è ormai una situazione non più accettabile, che va contrastata e superata. 100mila di essi vivono in condizioni di grave sfruttamento sino a comprendere casi accertati di riduzione in schiavitù.
"Vogliamo affrontare il problema in maniera organica – ha sostenuto – Sergio Giovagnoli (Arci) – portavoce della rete - ognuno a partire dalle proprie specificità e competenze, perché la difesa dei diritti di chi lavora in agricoltura è frutto di una cultura che va sviluppata su piani diversi, solo apparentemente lontani".
Sollecitiamo altri territori e associazioni – ha continuato Giovagnoli – ad aderire e collaborare, per affrontare il fenomeno con un approccio multiattoriale". No, dunque a posizioni ideologiche, sì alla collaborazione con le istituzioni ma anche con le associazioni datoriali, perché come ha spiegato Sara Palazzoli (Flai CGIL), "Coltiviamo Diritti è una campagna di civiltà, contro lo sfruttamento, il caporalato, l'intermediazione illecita di manodopera, affermando i diritti di chi lavora in agricoltura". "La Flai – ha continuato la dirigente sindacale - mette a disposizione i propri presidi e risorse per far crescere una coscienza su tutto il territorio" e chiede al Governo che venga approvato, quanto prima, il DDl 2217 .
Ancora di battaglia di civiltà e necessità di attenzione a non ridurre spazi di democrazia, ha parlato il Senatore Giovanni Barozzino (Sinistra italiana – Sinistra Ecologia e Libertà), perché minore democrazia corrisponde a maggiore facilità di sfruttamento del lavoro e dei lavoratori.
Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente) ha sostenuto che: "è necessario avere una nuova visione dell'agricoltura. Non c'è qualità sociale se non c'è qualità ambientale". Scegliere un prodotto deve essere il risultato di una scelta anche di conoscenza e consapevolezza del consumatore. Sarà fondamentale – ha spiegato Cogliati Dezza – ripensare il sistema agricolo insieme alla questione dei prezzi che non è irrilevante rispetto alle questioni esaminate. Il tema ripreso dalla Senatrice Loredana De Petris (Sinistra Italiana – SEL) non è da sottovalutare, insieme al capitolo della concorrenza sleale e l'impatto della rete grande distribuzione.
Non solo di piaga sociale ma di fenomeno strutturale ha parlato l'On. Bernini (M5S) che nel proprio intervento fa diverse proposte su come sconfiggere il sistema del caporalato: la necessità di creare incontro della domanda e dell'offerta, in maniera rapida. "I centri per l'impiego devono essere più efficienti e pubblici per togliere ossigeno ai caporali, aumentare i controlli nell'ambito del settore primario da parte dell'ispettorato del lavoro, dalle ASL, dall'INPS, utilizzo dei data base nazionali con incrocio dei dati, etichettatura dei prodotti, istituzione di un numero rosso nazionale a cui le vittime possano rivolgersi mantenendo l'anonimato e la questione dei voucher, che secondo l'On. Bernini forse andrebbero aboliti o fortemente ridotti e comunque, sicuramente è necessario riflettere sul loro utilizzo.
"Non si tratta solo di controllare e sanzionare ma di far fare un salto di qualità al settore agricolo. Non dobbiamo agire solo nella logica della repressione ma anche nella direzione della logica della, innovazione, del convincimento dei nostri imprenditori, nella logica della trasparenza e della convenienza della trasparenza" è quello che ha sostenuto il Vice Ministro delle Politiche Alimentari e Forestali Andrea Olivero nel suo intervento.
Un tema importante in questa direzione è quello che riguarda la Rete agricola di qualità. Questo – sostiene Olivero – facendolo evolvere attentamente, può essere un punto di contatto tra il lavoro della Rete Coltiviamo Diritti e il lavoro istituzionale.

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