A tavola con Martina Colombari
Bellezza, conquista quotidiana

Foto di Laura Villani

Sport, integratori, il giusto sonno, tecniche per gestire lo stress, volontariato e un’alimentazione molto sana ricca di frutta e verdura, è così che Martina Colombari riesce a mantenere una forma invidiabile

Campionessa di bellezza, Martina Colombari ha iniziato la sua ventennale carriera da top model subito dopo essere stata eletta Miss Italia nel 1991. Ma negli anni è diventata anche conduttrice televisiva, attrice e fotografa professionista. A 43 anni dimostra più di un decennio in meno e la sua forma fisica è perfetta: una silhouette asciutta, muscoli tonici ed un sorriso sempre smagliante sulle labbra. Oltre che a Madre Natura, il segreto di tanto splendore è dovuto alla corretta alimentazione, alla costante attività fisica, nonché alla grande bellezza interiore che sfocia in un attivo impegno nel mondo del volontariato. Abbiamo avuto il piacere di scoprirlo intervistandola di recente in occasione dell’evento annuale del Consorzio Gorgonzola che l’ha scelta come ospite in quanto madrina di beltà, salute e bontà. 

Com’è la tua alimentazione?

Considero il mio modo di nutrirmi una cura antiage. Cerco di limitare al massimo il consumo di cibi industriali e precotti, preferisco alimenti naturali e biologici, principalmente vegetali, e sto attenta a consumare frutta e verdura di stagione. Non sopporto proprio l’idea di arrivare a 70 anni con varie patologie a causa di scelte sbagliate a tavola.

Oltre al cibo, ci sveli qualche trucco naturale di salute e bellezza?

La mattina mi sveglio presto e prima di andare al lavoro cerco sempre di allenarmi correndo e facendo ginnastica. Di norma pratico almeno un’ora di attività fisica tutti i giorni, soprattutto da quando sono diventata mamma 14 anni fa. Per vivere a lungo e bene l’attività fisica è molto importante, così come gli integratori di vitamine e minerali, i probiotici e l’omeopatia, soprattutto per la periodica depurazione di fegato e reni. Inoltre, pratico yoga, meditazione e cerco di dormire il più possibile poiché il nostro corpo ha bisogno di riposare per favorire il rinnovo cellulare.

E dopo il lungo sonno, qual è la tua colazione?

A stomaco vuoto bevo un bicchiere d’acqua calda con limone. Dopo quest’azione altamente depurativa, faccio una ricca colazione, cambiando spesso tipologia di alimenti, alternando dolce e salato come pancake, cereali, uova e avocado.

Come sono i tuoi pasti?

Tempo fa ho effettuato un test genetico e ho scoperto di avere una forte intolleranza che, se trascurata, si sarebbe trasformata in celiachia, e ho quindi variato la mia alimentazione. A pranzo e a cena scelgo piatti unici in cui sono presenti proteine, preferendo formaggio, legumi e pesce, insieme a carboidrati, soprattutto riso integrale, grano saraceno e quinoa, e verdure in abbondanza. Mi piace terminare il pasto con un po’ di cioccolato fondente, durante la giornata bevo centrifughe di frutta e verdura e come spezzafame mangio frutta secca o un pezzo di parmigiano. Sono felice di aver praticamente eliminato dalla mia dieta la carne rossa che, come confermato anche dalle ultime ricerche scientifiche, è nociva alla salute, almeno in elevate quantità.

Come te la cavi in cucina?

Non amo cucinare e devo ammettere che lo faccio poco. Forse perché i miei nonni e genitori hanno avuto un ristorante per 35 anni, un’attività che li portava via da me.

Quelle rare volte che ti cimenti ai fornelli, cosa prepari?

Ricette molto semplici, con poco condimento ma molte spezie. Gli ultimi piatti che ho preparato sono stati una pasta con zucchine trifolate e tocchetti di scamorza affumicata, una pasta di lenticchie con pesce spada, pomodorini, olive e capperi e una versione molto light di riso alla cantonese.

Ci sono alimenti a cui proprio non riesci a resistere?

La pizza. La mangerei a ogni ora e di ogni tipologia, bassa e napoletana, al trancio alta o anche surgelata. Quando sono in pizzeria con gli amici me la concedo volentieri, l’importante è sapersi regolare e usare il buon senso. Se esagero con le calorie, cerco di recuperare il giorno successivo. Un eccessivo controllo sul cibo dà alla lunga effetti negativi, bisogna saper dosare la “sregolatezza”.

Icona di bellezza e salute. Un tuo messaggio in merito

Recentemente, dopo aver conosciuto durante una trasmissione il dottor Leonardo Mendolicchio della Villa Miralago, in provincia di Varese, centro medico dove si curano i disturbi alimentari come bulimia, anoressia e obesità, ho visitato la struttura nella quale erano ricoverate sessanta persone, principalmente donne, molte con parametri vitali borderline. È stata un’esperienza molto forte e sono contenta di essere riuscita a trasmettere loro un messaggio di speranza e amore per se stesse.

Che tipo di riflessione hai cercato di trasmettere?

Si è trattato di un messaggio di resilienza. Quasi sempre dietro a problemi con il cibo, si nascondono difficoltà di natura psicologica, legate a depressione, disagi e traumi vissuti. Non bisogna rifiutare il dolore, ma indagare dentro quel malessere e non arrendersi mai. Ho parlato di come, ad esempio, anch’io sia una persona normale una volta spenti i riflettori, di come la vita sia fatta di sacrifici, prove, imperfezioni e fallimenti. E ciò che rende forti è il loro superamento, è affrontare la vita con grinta, lasciandosi talvolta aiutare, anche semplicemente raccontando agli altri le proprie esperienze e angosce, proprio come hanno fatto quelle ragazze con me. La vita è una sola, non dobbiamo buttarci via. Gli insuccessi non devono rovinarci per sempre l’esistenza, ma devono essere considerati momenti di crescita e consapevolezza. Bisogna essere un po’ più egoisti, avere cura di noi e amarci di più, anche con i nostri difetti.

Quanta importanza dai al volontariato?

Negli anni ho capito quanto è importante fare volontariato. Ho iniziato circa dieci anni fa nella Onlus Francesca Rava come volontaria in una missione ad Haiti, un’esperienza che mi ha segnato profondamente. In questo Paese molto corrotto, dove la povertà è a livelli estremi, siamo riusciti ad aprire scuole e a portare un po’ di speranza e ottimismo. Il miglioramento del mondo deve partire necessariamente dal miglioramento di ognuno di noi. Ricordiamoci che vivremo in eterno solo grazie a quella parte di noi che si è donata agli altri, che ha aiutato il prossimo.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome