Per un uso più sostenibile dei pesticidi


Il contributo di un ampio schieramento di organizzazioni alla consultazione pubblica che si concluderà il 31 dicembre. Sottolineato il ruolo centrale dell’agricoltura biologica

La direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, recepita con il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, ha istituito un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo più sostenibile dei prodotti fitosanitari. In applicazione dell'art. 4 del predetto decreto legislativo è stata predisposta una prima bozza del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso più sostenibile dei prodotti fitosanitari sulla quale è stata aperta una consultazione pubblica che si chiuderà il 31 dicembre. Un contributo in sette punti è venuto da un ampio schieramento di organizzazioni di cui fanno parte AIAB, FIRAB, Legambiente, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Fai, UpBio, Federbio, Italia Nostra, Lipu, Mdc, Pro Natura – Federazione Nazionale, SIEP, Slow Food Italia, TCI, Unaapi, WWF.Eccoli:
1. Finalità. Le finalità del PAN dovranno consistere nell'individuazione di azioni concrete e misurabili, basate su obiettivi quantitativi di riduzione del ricorso ai pesticidi, fissando degli obiettivi semplici, accompagnati da indicatori efficaci e facilmente monitorabili e comunicabili agli operatori e ai cittadini.
2. Agricoltura biologica. La bozza del PAN dovrà prevedere un rafforzato esplicito riferimento all'agricoltura biologica come strumento di difesa e dovrà comprendere un’apposita azione di assistenza tecnica. Il metodo biologico dovrà essere favorito attraverso strumenti e iniziative specifiche volte a rafforzare il comparto e a valorizzare le produzioni agricole biologiche, sia in termini di politiche di sostegno e di azioni previste dal Piano, che di formazione degli addetti. All'agricoltura biologica dovrà dunque essere riservato un ruolo ben definito.
3. Definizione del processo. La versione ultima del documento dovrà definire un piano di applicazione progressiva di misure di incentivazione e di specifiche politiche di supporto, che dovrebbero avere il fine di indicare il raddoppio della superficie agricola nazionale coltivata con il metodo biologico entro il 2020. L'impiego dei metodi biologici in agricoltura dovrà essere promosso per la superficie totale delle aree Natura 2000 entro 5 anni dall'entrata in vigore del PAN, al fine di preservare la biodiversità e l'integrità delle risorse naturali e del paesaggio.
4. Riduzione dei rischi. Dovranno essere presi in considerazione i rischi di contaminazione dei suoli coltivati secondo il metodo biologico relativamente all'irrorazione aerea dei terreni trattati con pesticidi. La bozza del PAN dovrà inoltre riconoscere la pericolosità del multi residuo e prevedere specifiche azioni di monitoraggio in proposito. Particolare attenzione dovrà essere rivolta al tema della tossicità cronica dei pesticidi.
5. OGM e pesticidi. Il PAN non affronta attualmente in alcun modo la questione OGM, che comporta altrove nel mondo abuso di trattamenti erbicidi nelle colture tolleranti agli erbicidi e pressione selettiva generata dalle colture resistenti a insetti.
6. Ricerca e formazione. In tema di ricerca, il PAN deve dare espressa indicazione di rafforzamento dei percorsi e della capacità di innovazione, a vantaggio di sistemi colturali emancipati dalla chimica, che devono godere di investimenti specifici in termini di ricerca.
7. Terminologia. L'appropriato, de jure e de facto, termine "pesticidi" viene al momento sistematicamente ignorato per ricorrere alla più neutra e inoffensiva espressione "prodotti fitosanitari".

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