Per un’agricoltura biologica senza rame


Una giornata dimostrativa del Progetto Nazionale ALT.RAMEinBIO del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) si è svolta venerdì 8 Luglio, organizzata dal Dip. di Scienze per l’Agricoltura e le Foreste (DAFNE) dell’Università degli Studi della Tuscia

Si è svolta venerdì 8 Luglio – si legge sul sito del Sinab -  una Giornata Dimostrativa organizzata dal Dip. di Scienze per l’Agricoltura e le Foreste (DAFNE) dell’Università degli Studi della Tuscia, presso l’Azienda Didattico-Sperimentale ‘Nello Lupori’ dell’Ateneo di Viterbo.
L’incontro è stato organizzato dal Prof. Giorgio M. Balestra, responsabile scientifico dell’unità operativa del DAFNE, impegnata all’interno del Progetto Nazionale ALT.RAMEinBIO del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), per la riduzione dell’impiego del rame in agricoltura biologica nella protezione di differenti coltivazioni orto-frutticole di rilevanza nazionale.
L'agricoltura biologica senza rame (come d’altronde anche l’agricoltura convenzionale) è la sfida delle sfide per la comunità scientifica chiamata a rispondere alle direttive europee. Infatti, dal 2018 in tutta l’UE ci sarà probabilmente un’ulteriore riduzione dell’impiego dei composti di rame in agricoltura per la difesa da patogeni (batteri e funghi) di tutte le coltivazioni ortofrutticole (bio e non) e, pertanto, trovare per tempo delle alternative, risulta vitale per molte filiere agroalimentari per le quali l’Italia riveste un indiscusso ruolo di leader come produttore ed esportatore. Al tempo stesso si tratta di proteggere sempre più i nostri ecosistemi, gli operatori, ed i consumatori che richiedono produzioni agroalimentari prive di residui chimici e, per questo, l’agricoltura biologica italiana, punto di riferimento a livello mondiale, necessita di essere tutelata e rafforzata anche con l’aiuto della ricerca scientifica.

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