Ogm: domande senza risposta


In un comunicato di Aiab, Aprobio, ISDE, Legambiente e WWF, gli interrogativi sollevati dalla vicenda delle semine di mais geneticamente modificato in alcune località della Regione del nord-est e dal decreto emanato a luglio per vietarlo

Gli interrogativi sono quelli sollevati dalla vicenda delle semine di mais geneticamente modificato in alcune località della Regione del nord-est e dal decreto emanato a luglio per vietarle. A porli sul tappeto un comunicato di Aiab, Aprobio, ISDE, Legambiente e WWF . Eccoli
Perché continua il rimpallo fra Ministero dell'Ambiente e Presidente Regionale su chi debba intervenire sui campi seminati a mais transgenico e, soprattutto, perché non è già stato fatto?
Perché lo scorso luglio i ministri dell'Ambiente, dell'Agricoltura e della Salute non si sono resi conto che il decreto, senza la parte sanzionatoria, sarebbe stato inapplicabile?
Quali misure di tutela sono state messe in atto per affrontare l'elevato rischio di contaminazione delle colture delle zone ove il mais Mon810 è stato seminato, confermato dal Corpo Forestale dello Stato hanno confermatoma quali misure di tutela sono state messe in atto?
Perché non è stata fatta circolare nemmeno una bozza del regolamento di attuazione della Legge Regionale 5/2011sulla coltivazione di Ogm, ci sono forse delle "sorprese" che è meglio non lasciare il tempo di discutere?

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