Nel 2020 dagli scarti delle campagne verrà il 45% dell’energia rinnovabile


Secondo la Confederazione italiana agricoltori sfruttando al meglio le agro-energie il nostro Paese può arrivare nei prossimi dieci anni a risparmiare 20 miliardi di euro di spesa per l’import di combustibili fossili, sottraendo all’ambiente 240 milioni di tonnellate di Co2

L’agricoltura è un settore strategico per gli equilibri ambientali del Pianeta, a partire dal capitolo “energia”. Se verranno rispettati gli obiettivi europei, infatti, entro il 2020 il 45 per cento delle rinnovabili verrà dalle campagne, cioè dalla rivalutazione energetica degli scarti di campi e stalle. Lo ha scritto la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in un comunicato stampa in occasione della 33 esima edizione della Giornata mondiale della Terra, voluta dall’Onu.
Proprio partendo da una parziale riconversione delle aziende agricole - spiega la Cia - le campagne potrebbero arrivare a rifornire il nostro Paese non solo di cibo, ma anche di energia. Arrivando complessivamente a incidere notevolmente sulla nostra dipendenza dall’importazione di combustibili fossili. Con un doppio vantaggio: fino a 20 miliardi di euro di risparmio in termini di costi e, soprattutto, un grande beneficio all’ambiente con 240 milioni di tonnellate in meno di Co2 nell’aria nei prossimi dieci anni.
Perché quello che rende particolarmente conveniente la produzione di agro-energie è la natura della fonte che viene trasformata, in tutti i casi in cui essa è costituita da scarti di produzione. Quindi da materiali che altrimenti andrebbero smaltiti, con i problemi logistici ed economici che questo comporta. È per questo - sottolinea la Cia - che si tratta di una soluzione davvero capace di cambiare e di molto i bilanci aziendali, affiancando al reddito legato all’attività principale dell’impresa, il “food” -che comunque resta la sua vera vocazione- un guadagno aggiuntivo importante.

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