Meno carne per salvare il clima


Allevare animali richiede una grande quantità di energia e provoca l’emissione di gas che favoriscono l’effetto serra. Ridurre il consumo di carne e mangiare biologico sono le due migliori strategie per tutelare non solo la nostra salute, ma anche quella dell’ambiente. La Fao sostiene che una riduzione del 50% del consumo di carne avrebbe effetti sull'ambiente paragonabili alla riduzione del 50% dell'uso dei veicoli privati. Il dibattito è acceso e in tal proposito sono intervenute diverse organizzazioni...

La conferenza sul clima svoltasi a Copenhagen lo scorso dicembre ha confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la sfida ambientale principale di questo secolo è senz'altro la questione dei cambiamenti climatici e dei gas serra che ne sono la causa. Quanto incidono le nostre abitudini alimentari? Possiamo, modificandole, contribuire alla difesa del clima? Karl-Ludwig Schibel, coordinatore dell'Alleanza per il clima, un'associazione di Comuni ed Enti territoriali europei, spiega: "Tutti i Paesi hanno un inventario dei gas clima alteranti, e l'agricoltura è una voce di questo inventario. Però, sotto il titolo agricoltura non si trovano alcune voci molto importanti, come produzione concimi e pesticidi chimici, trasformazioni, trasporto su gomma, che sono invece incluse in industria chimica, industria di trasformazione, trasporti e altro." Alcune ricerche mostrano come l'agricoltura biologica, rispetto a quella convenzionale, abbia bisogno di meno energia e contribuisca in misura minore alla produzione dei gas serra. Inoltre, i terreni coltivati con il metodo dell'agricoltura biologica hanno una maggiore capacità di assorbire anidride carbonica, che così viene tolta dall'atmosfera.

Allevare animali nuoce all'ambiente

Per quanto riguarda le produzioni zootecniche, nelle settimane precedenti Copenhagen, ha fatto scalpore un articolo pubblicato dalla rivista del Worldwatch Institute, importante centro di ricerca ambientale statunitense. In esso si sostiene che la produzione di carne e di altri alimenti di origine animale sarebbe responsabile del 51% del totale delle emissioni dei gas serra! Solo tre anni fa la Fao sosteneva che questo contributo era del 18%. Ma anche considerando valida la percentuale indicata dalla Fao, l'entità delle emissioni è tale da giustificare una maggiore presenza di questo tema nelle campagne per la difesa del clima. Tanto più che la Fao stessa dichiara che una riduzione del 50% del consumo di carne produrrebbe effetti paragonabili alla riduzione del 50% dell'uso di veicoli privati.
"Dire che non c'è attenzione a questo tema sarebbe sbagliato", commenta Schibel e cita, fra gli altri, l'esempio del comune di Ghent in Belgio che promuove ogni settimana il giovedì vegetariano. "È vero però che la riduzione del consumo di carne è un argomento meno sentito della mobilità in automobile, del riscaldamento e del raffreddamento delle case, solo per fare qualche esempio". Favorevole a una riduzione del consumo di alimenti di origine animale è anche l'Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica, che però precisa: "Nonostante sia importante osservare che i prodotti vegetali richiedono circa un  settimo degli input energetici necessari a produrre carne per la stessa quantità di calorie, bisogna considerare che le produzioni vegetali trasportate per via aerea, surgelate e coltivate in serre artificialmente riscaldate possono avere un impatto ambientale maggiore rispetto alla carne prodotta localmente con il metodo biologico".

Biologico e vegan: il primato dell'ecosostenibilità

Ciò che sostiene l'Aiab è vero ma da quanto emerge da uno studio dell'Istituto tedesco per la ricerca sull'economia ecologica (IoeW) sembra comunque che la zootecnia moderna, inclusa quella biologica, sia il modo meno efficiente di produrre alimenti. L'Istituto ha messo a confronto tre modelli alimentari, l'onnivoro, il vegetariano e il vegano, sia con prodotti da agricoltura convenzionale sia con prodotti biologici. In tutti e tre i casi, l'agricoltura biologica è risultata più efficiente dal punto di vista energetico - quindi con meno emissioni di gas di serra - ma a incidere molto di più sul dispendio energetico e sulle emissione di gas è il modello alimentare, tanto è vero che anche con l'agricoltura convenzionale la scelta vegan è migliore delle altre due, mentre il vegan biologico è quasi tre volte più efficiente del vegan convenzionale.

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