Mangiare bio significa mangiare equilibrato?


Cibo spazzatura. Brutto nome vero?
Il termine junk food è stato coniato negli anni 50 negli USA, dove già imperversavano prodotti da forno raffinati, bevande zuccherate, snack salati, panini e altre preparazioni da fast food, accomunate da uno scarso se non nullo valore nutritivo, poche o niente fibre e un’abbondanza di calorie, zucchero, sale e grassi. Alimenti che forse non danneggiano lì per lì, ma un po’ alla volta, essendo, insieme alla sedentarietà, tra le principali cause della sindrome metabolica, quell’insieme di effetti sull’organismo che possono sfociare in diabete, obesità, ipertensione, aterosclerosi.

Un articolo del dottor Luca Speciani

Il tema del junk food è trattato, con la consueta passione, da Luca Speciani, medico e agronomo, sul numero di novembre di Cucina Naturale. Ma qualcuno potrebbe obbiettare: perché parlare di cibo spazzatura in un ‘tempio del mangiar sano’ come Cucina Naturale? Dove per scelta editoriale neanche le pubblicità possono riguardare alimenti non salutari? Non è come predicare ai convertiti?

L'origine biologica non basta

Prima di passare le giornate e gli anni nella redazione di Cucina Naturale, una delle mie principali attività, insieme al giornalismo, era tenere corsi e conferenze sugli alimenti e sul biologico. Una questione che ponevo spesso al pubblico era: è possibile fare la spesa in un negozio di prodotti biologici e mangiare in modo non equilibrato? Dopo questa domanda, i più mi guardavano perplessi: ma è impossibile…! No invece, è facilissimo! E a questo punto partiva sempre una bella discussione: le caramelle, per esempio, anche se di miele o zucchero non raffinato, se sono mangiate troppo spesso possono provocare quanto meno danni ai denti. Idem i succhi di frutta, se contengono tutto lo zucchero che la legge ammette in questi prodotti, o gli yogurt alla frutta, di latte vaccino o di soia che siano. Si può entrare in un negozio bio e uscire senza frutta e verdura o legumi, e invece con riso raffinato o pane bianco… Insomma, non basta che l’origine agricola e la trasformazione dei prodotti sia biologica per rendere automaticamente consigliabile un alimento.

Un buon progetto di EcorNaturasì

È vero anche che nei negozi specializzati, e un po’ alla volta anche nei supermercati, sta crescendo l’offerta di alimenti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale, come la pasta integrale. Ho appena saputo, per esempio, che EcorNaturasì ha modificato la ricetta di 60 prodotti a marchio sostituendo la farina bianca con quella semintegrale e integrale e riducendo gli zuccheri nei prodotti che li contengono, come le confetture o i biscotti, senza che il gusto ne patisca. Hanno chiamato il progetto La rivoluzione del gusto. Mi sembra proprio una buona strada da seguire.

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