Lugana vigne vista lago


Verona e Brescia sono le due province interessate a questo particolare vino, il Lugana, prodotto dall'omonimo vitigno, oggi ben adatto anche alla rusticità del biologico

Il calore immagazzinato e poi rilasciato con progressività dalle acque del Lago di Garda crea un paesaggio dagli aspetti mediterranei in un lungo tratto che corre a sud tra la sponda lombarda e quella veneta. Sulle argille compatte che prevalgono nei terreni pianeggianti sino alle vene sabbiose che caratterizzano la geologia delle prime colline moreniche dominano ulivi, vigne e piante da frutto sensibili al freddo. Queste coltivazioni hanno trovato uno spiccato impulso a partire dal Quattrocento, ossia da quando la Serenissima Repubblica di Venezia diede il via alla gigantesca opera di bonifica degli acquitrini della Selva Lucana. Oggi a ricordare quelle terre fangose e inospitali restano una piccola località e un vino: il Lugana. Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato in provincia di Brescia, Peschiera in quella di Verona, sono i soli comuni interessati dalla denominazione. Dall'alta torre di San Martino della Battaglia si ha un ampio panorama rigato dai filari di trebbiano di Lugana, uva a bacca bianca conosciuta dagli addetti ai lavori anche con sinonimi di turbiana o trebbiano di Soave. Diversi testi di ampelografia indicano una stretta parentela genetica con il Verdicchio marchigiano ma i prodotti che si ottengono sono molto diversi.

Il biologico prende quota

Chi vuole produrre vino bio sul Garda può contare su temperature miti tutto l'anno e su di una buona circolazione di correnti d'aria che asciugano l'umidità in eccesso. Queste caratteristiche climatiche rappresentano una condizione necessaria per evitare il proliferare della botrite, la temuta muffa che attacca il grappolo maturo compromettendone in modo pesante il raccolto. La diffusione della coltivazione biologica delle viti nell'area è recente ma di alto profilo. Guida la serie delle etichette di pregio il Lugana Molin (11 euro) di Cà Maiol: deliziosi profumi di fiori e pera si ritrovano in un palato saporito e rotondo, ad alto tasso di piacevolezza. Il Lugana Biocòra (9 euro) di Cantine La Pergola ha profumi complessi di mandorla e mela matura, struttura adeguata e una bella chiusura salina. Punta tutto sulla bevibilità contagiosa il Lugana Catulliano (11 euro) de Il Pratello e riesce a esprimere con convinzione una freschezza aromatica esaltata da note di mela verde e raffinati tratti minerali. Chiude la serie il Lugana (10 euro) di Marangona, i cui netti ricordi di fiori di tiglio precedono un palato sobrio, asciutto, privo di eccessive morbidezze.

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