Le criticità del bio isolate dal contesto


Le precisazioni di Assobio in relazione alla puntata di lunedì 10 ottobre che Report ha dedicato, in parte, a due frodi occorse negli ultimi cinque anni su forniture di cereali spacciati per biologici

In relazione alla puntata di lunedì 10 ottobre – si può leggere nel sito di AssoBio - che Report ha dedicato, in parte, a due frodi occorse negli ultimi cinque anni su forniture di- cereali spacciati per biologici, l’Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (AssoBio) precisa:
a) Guidata dall’evidente obiettivo di evidenziare le criticità del settore, Report si è scientemente focalizzata su casi di frode (peraltro isolati, denunciati e disarticolati dalle strutture del settore), evitando di dar visibilità all’eccellente e duro lavoro delle 52.588 aziende agricole biologiche italiane e delle 7.061 imprese che quotidianamente s’impegnano a lavorare e distribuire i loro prodotti per portare sulle tavole italiane e del mondo prodotti con garanzie ineccepibili, così come ha evitato di dar atto della loro dedizione alla qualità;
b) Sin dalla sua costituzione, 10 anni fa, AssoBio aderisce alla federazione interprofessionale unitaria FederBio, in seno a cui esprime attualmente un vice-presidente, un consigliere delegato e un consigliere, contribuendo alla definizione delle politiche del settore e all’elaborazione degli strumenti per rendere sempre più efficace il sistema di controllo e garanzie di cui la trasmissione ha dato atto;
c) La frode registrata nella primavera vede le imprese di trasformazione e distribuzione come parte lesa;
d) L’emersione e la disarticolazione della frode si deve all’operato, per quanto tardivo, degli organismi di controllo, ai quali un’impresa di trasformazione aveva scrupolosamente chiesto conferma della regolarità dei suoi acquisiti; verificata l’irregolarità del prodotto, nel giro di pochi giorni gli organismi di controllo hanno declassato quello ancora giacente presso i primi acquirenti e imposto il richiamo del 14.4% già immesso sul mercato in Italia e all’estero;
e) Ancorché scortato da documenti falsificati, il grano duro oggetto di frode non presentava alcun residuo di fitofarmaci (le aziende di trasformazione sottopongono regolarmente ad analisi i lotti di prodotti prima di immetterli nel ciclo di lavorazione) ed era pienamente conforme agli standard di sicurezza;
f) Dopo aver promosso in ambito FederBio la costituzione del tavolo per il miglioramento dei controlli sull’ortofrutta, AssoBio da anni sollecita la Commissione Europea e il ministero delle Politiche agricole, direttamente e tramite la federazione, ad attivare una banca dati pubblica informatizzata di tutte le cessioni di prodotto biologico (attualmente esiste per le sementi e per gli animali) che consenta a imprese e organismi di controllo la verifica in tempo reale della tracciabilità, superando l’attuale necessità della validazione “manuale”, necessariamente più dispendiosa in termini di tempo ed economici;
g) Considerata la sottovalutazione della criticità e l’approccio burocratico di ministero e Commissione, AssoBio ha fortemente sostenuto FederBio nello sviluppo della sua banca dati, che dopo lunghi mesi di attesa del nulla osta ministeriale è ora operativa e in grado di tracciare ogni partita di prodotto sino al campo di produzione, bloccando in automatico ogni minimo tentativo di frode;
h) Le imprese leader della trasformazione e della distribuzione hanno reso obbligatoria l’adesione alla banca dati per i propri fornitori: le imprese che non sono tracciate e trasparenti non hanno accesso al mercato;
i) L’agricoltore responsabile della frode è stato espulso dal sistema di controllo e segnalato alle autorità, cui ora compete la gestione del caso sul versante giudiziario; all’avvio del procedimento AssoBio si costituirà parte civile, a tutela degli operatori corretti della trasformazione e distribuzione direttamente offesi dal reato e di quelli danneggiati indirettamente;
j) Le imprese aderenti all’associazione intendono rassicurare i consumatori sul proprio massimo impegno a tutela dell’integrità e della trasparenza del settore e per il contrasto di ogni tentativo di trarre illecito vantaggio dalla crescente sensibilità del pubblico alla tutela ambientale garantita dalla produzione agroalimentare biologica.

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