La scelta “100% vegetale” ha i suoi perché


La LAV presenta la prima certificazione italiana di prodotti green, in collaborazione con ICEA. Garantirà l’assenza di sostanze animali: una certezza per i consumatori, una scelta di responsabilità da parte delle aziende che promuovono uno stile alimentare attento alla salute, all’ambiente e agli animali

Sono sempre più numerosi gli italiani che prediligono prodotti senza ingredienti di origine animale: secondo il Rapporto Eurispes 2011, questi sono il 6,3% della popolazione (né carne, né pesce), mentre lo 0,4% degli italiani non consuma neppure derivati animali (formaggi, latte di mucca, uova). Il vegetarismo si sta espandendo non solo per motivi di salute ma anche etici, ed è diffuso soprattutto fra le donne. Ancora più numerosi (86%, Doxa) gli italiani propensi ad acquistare prodotti certificati da enti indipendenti e identificati da un marchio apposto sulla confezione del prodotto.

Tutela dell’ambiente
Gli allevamenti di animali destinati all’alimentazione umana, sono responsabili dell’inquinamento di falde acquifere e mari, della deforestazione, dello spreco di risorse territoriali, idriche e alimentari, e contribuiscono in maniera determinante all'effetto serra.

Inquinamento
Ogni animale produce un inquinamento di suolo e acqua pari a 30 volte il suo peso. Il 18% delle emissioni globali di gas serra (più del 14% prodotto dai trasporti) deriva dagli animali allevati.
Agli allevamenti è imputato il 65% delle emissioni di ossidi di azoto, il 64% delle emissioni di ammoniaca a livello mondiale, e il 37% del metano, ed essi contribuiscono in maniera determinante alla formazione delle piogge acide
La carne di agnello e di bovino sono le più dispendiose ecologicamente parlando in quanto generano, rispettivamente, 39,2 kg di Co2 per kg di alimento e 27 kg di Co2/kg alimento, con l’aggravio che la carne bovina viene consumata in quantità decisamente superiori a livello globale. A causa degli allevamenti, la temperatura è aumentata di 4° nel corso di un secolo.
Sostituendo 1 kg di carne a settimana con proteine vegetali si risparmiano circa 36 Kg di CO2. In un anno si possono risparmiare dunque ben 1.872 kg di CO2 (sostituendo una lampadina da 60W con una a basso consumo, le emissioni di CO2 risparmiate sono soltanto 26 kg).

Deforestazione
Il 30% delle terre del Pianeta è destinato al pascolo. In Sudamerica il 70% delle terre deforestate è stato trasformato in pascolo. Ogni hamburger comporta la distruzione di 5 mq di foreste: 35 mq per ogni kg di carne.
Secondo il governo brasiliano l’allevamento bovino è responsabile dell’80% della deforestazione della foresta amazzonica, che viene disboscata a un ritmo di 1 ettaro ogni 18 secondi, e del 14% della perdita mondiale delle foreste.
Ogni anno viene disboscata un’area di foresta amazzonica corrispondente al Piemonte, mentre in totale sono andati persi finora 621mila kmq di foresta, corrispondenti all’intera Francia.

Sovra sfruttamento e spreco di terre coltivabili

2/3 delle terre fertili sono destinate alla coltivazione di cereali e legumi per alimentare animali. Il 90% per cento della soia e il 50% dei cereali prodotti nel mondo sono utilizzati per produrre mangimi animali: per 1 kg di carne sono necessari 15 kg di cereali.
Un raccolto destinato all’alimentazione di animali allevati, produce 1/30 delle proteine che fornirebbe se coltivato a soia da destinare direttamente al consumo umano.
Con il raccolto ottenuto da un appezzamento di terra necessario a nutrire una persona onnivora, inoltre, potrebbero essere nutriti 20 vegetariani.

Spreco di risorse idriche
La produzione di 5 kg di carne bovina comporta l’uso di una quantità d’acqua pari al consumo annuo di una famiglia media americana.
Una mucca da latte beve circa 200 litri d’acqua al giorno, 50 un bovino da ingrasso, 20 un maiale.
Per produrre 1 kg di carne bovina sono necessari oltre 15.000 litri d’acqua; per 1 kg di carne di maiale 4.800 litri; 3.500 litri per 1 kg di pollo, contro i 1.300 litri per 1 kg di frumento, i circa 1.900 litri per 1 kg di riso, e 2000 litri per 1 kg di soia.
Inoltre l’impronta idrica di una persona (consumo reale e virtuale di acqua) corrisponde a 1.500/2.600 litri per un vegetariano, contro i 3.000/5.000 litri per una persona con una dieta a base di carne.

Tutela della salute
L’alimentazione vegetariana è riconosciuta dalla Scienza Ufficiale come stile alimentare in grado di promuovere un buono stato di salute per ogni fascia di età.
Nei vegetariani l’incidenza delle principali malattie dei paesi industrializzati (malattie cardiovascolari, cancro, obesità e diabete) è molto più bassa rispetto agli onnivori.

Infarto e malattie cardiache
Il 39,40% dei decessi avvenuti in Italia nel 2006 è dovuto a malattie cardiovascolari.
Nei vegetariani l’incidenza di cardiopatie è inferiore del 24%, rispetto a chi consuma abitualmente carne, mentre nei vegani (che non assumono alimenti di origine animale) è inferiore al 57% (American Dietetic Association “Rapporto sulle diete vegetariane” 2009 – traduzione SSNV).
Ogni 2 minuti in Italia si registra un infarto con esito mortale. Il fattore di rischio d’infarto aumenta del 50% nei consumatori di carne, rispetto a chi non ne consuma.
Il rischio di contrarre patologie coronariche diminuisce del 35% escludendo la carne dalla dieta.

Tumori
Il 30,19% dei decessi avvenuti in Italia nel 2006 è dovuto a tumori.
I vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di ammalarsi di cancro del sangue e un 12% in meno di ammalarsi di qualsiasi tipo di cancro, rispetto a coloro che seguono una dieta carnivora.
Il rischio di contrarre tumori all’esofago, al colon, al fegato e al polmone aumenta fino al 60% nei grandi consumatori di carne.
Diminuire il consumo di carne potrebbe evitare l’11% dei decessi tra gli uomini e il 16% tra le donne.
Mangiare due porzioni di carne al giorno aumenta del 35% il rischio di cancro all’intestino.
800 gr di legumi, o di cereali non raffinati, patate, verdure varie, al giorno, contribuiscono a prevenire il cancro.

Obesità

I vegetariani presentano un più basso indice di massa corporea (BMI) rispetto a chi segue un’alimentazione con cibi di origine animale, grazie al più elevato consumo di cibi ricchi di fibre e a bassa densità calorica, come frutta e verdura.
L’aumento ponderale nell’arco di 5 anni è risultato essere il più basso tra chi sceglieva di diminuire o eliminare cibi di provenienza animale.
La carne rossa contiene grassi saturi che provocano alti livelli di colesterolo, di cui sono ricchi anche uova e formaggi; per contro è pari a zero il colesterolo presente in cereali, frutta, legumi, semi oleosi.
In Italia il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di 1 bambino su 3, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età.
Un piatto di polpette di carne contiene 486 kcal, mentre un piatto di polpette di soia contiene 169 kcal.

Diabete di tipo 2 (alimentare)

I vegetariani hanno l’80% di rischio in meno di ammalarsi di diabete di tipo 2, o alimentare, rispetto a chi si nutre di alimenti di origine animale.
La  carne contiene molti grassi saturi che provocano insulino-resistenza. Una porzione di carne rossa aumenta del 26% il rischio di diabete alimentare
La riduzione di rischio di diabete 2, favorita da una alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, è pari al 50%.

Tutela degli animali
In Italia ogni anno vengono uccisi 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici, per il consumo alimentare umano. 17 miliardi solo in Europa e negli Stati Uniti.
Il 99% proviene da allevamenti intensivi.
Se ogni italiano mangiasse vegetariano 1 giorno alla settimana per un anno, risparmieremmo la vita a 12 milioni di animali (esclusi quelli acquatici).

Bovini

Carne
3,8 milioni di bovini sono stati macellati in Italia nel 2008: i vitelli a soli 6 mesi di età.
I bovini da ingrasso sono costretti pressoché all’immobilità: il movimento richiede  energia e ingrasserebbero meno velocemente, con la necessità di maggiore nutrimento per raggiungere il peso di vendita.
Latte
11 milioni di tonnellate di latte prodotte ogni anno, in Italia, da mucche che raggiungono al massimo i 7/8 anni di vita contro i 40 anni che vivrebbero in natura. I vitelli vengono staccati subito dalla mamma e nutriti con preparati in polvere, per evitare che succhino il latte destinato ai consumatori.

Polli, tacchini e galline

Carne
Mezzo miliardo i polli e i tacchini macellati nel 2008 in Italia. I polli vengono allevati in 10-15 per metro quadro, per 30 giorni su 40 della loro breve vita immobili sui loro escrementi.
Uova
330 milioni di pulcini maschi vengono uccisi ogni anno in Italia perché inutili alla produzione di uova. Le galline ovaiole sono allevate in gabbie di 20 centimetri, dove vivono al massimo per 2 anni. Poi diventano carne di seconda scelta.

Pesci e molluschi

80 milioni di tonnellate gli animali acquatici destinati al consumo umano, uccisi per asfissia dopo una muta agonia, il 50% dei quali provenienti dall'acquacoltura.
Aragoste e crostacei, invece, vengono spesso bolliti vivi.

Maiali

13, 6 milioni di maiali macellati ogni anno in Italia, 1000 quelli uccisi in una mattinata.
Le scrofe in allevamento vivono circa 2 anni, contro i 18 che vivrebbero in natura.
La castrazione dei maialini viene effettuata senza anestesia: la maturità sessuale conferisce cattivi odori alle carni.

Agnelli

1 milione e 700 mila gli agnelli macellati nel 2008 in Italia, la maggior parte dopo estenuanti viaggi ammassati su Tir provenienti dall’Est Europa.

Conigli

26 milioni di conigli macellati nel 2008 in Italia. Allevati in 2 o 3 nella stessa gabbia, tanto piccola da non consentirgli neanche di girarsi su se stessi: se uno vuole muoversi devono muoversi anche gli altri. In tale situazione di stress per mantenere l’appetito dell’animale sono necessari antibiotici e integratori chimici.

www.lav.it 

 

 

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