La piacevole riscoperta del pecorino


Un vitigno tipico dell'Italia centrale, dimenticato e riportato alla luce da un vignaiolo vicino ad Ascoli Piceno. I vini ottenuti oggi regalano grande espressività e carattere, in particolare nelle versioni bio

A oltre venticinque anni dalla prima vendemmia ufficiale capita ancora che qualcuno equivochi il termine "pecorino" scambiando il formaggio per l'omonimo vino. Eppure quest'ultimo ne ha fatta molta di strada, imponendosi negli ultimi tempi come uno dei bianchi più interessanti dell'Italia centrale. Si deve a Guido Cocci Grifoni, vignaiolo di Ripatransone, la reintroduzione del vitigno pecorino nel circuito della viticultura di qualità dopo che l'incuria e l'abbandono avevano relegato l'intera produzione a pochi filari sparsi ai piedi dei Monti Sibillini, tra Marche e Abruzzo.
L'inconsueto nome non è casuale: la pianta ha un'origine pedemontana ed era l'ultima varietà che s'incontrava sulle vie della transumanza. Da qui il nome di "uva delle pecore" in quanto molto gradita dalle mandrie ovine al pascolo. Per chi fosse interessato a conoscere i particolari di questa vera e propria opera di salvataggio vitivinicolo rimandiamo alla lettura del libro La riscoperta del Pecorino (Tecniche Nuove Editore) dove l'intera storia viene tratteggiata con cura di particolari e aneddoti. Guido Cocci Grifoni ne promosse la diffusione tra i colleghi che pian piano si fecero convincere della vocazione di quell'uva dal grappolo piccolo, poco produttiva ma capace di generare vini di particolare espressività organolettica.
Oggi nell'areale di Offida non esiste porzione di vigna esposta a nord che non le sia dedicata. La pianta ha un temperamento prettamente montano: ama i terreni freschi dove può preservare il suo nerbo acido ma al contempo sa produrre vini strutturati e di buon grado alcolico.

Quattro proposte di qualità

L'agricoltura biologica ha grande diffusione nel Piceno. Aurora ne incarna il simbolo e la storia. Il proprio Offida Pecorino Docg si chiama Fiobbo (11 euro): la fermentazione spontanea e la maturazione di parte del vino in piccoli legni usati ne rende alta l'originalità, sapore intenso, notevole attitudine alla tavola. Giovanni Vagnoni di Le Caniette non filtra il proprio Offida Pecorino Docg Veronica (10 euro): leggermente velato alla vista, ha ricordi nitidi di pompelmo e una piacevole, tattile consistenza al palato. L'Offida Pecorino Docg Donna Orgilla (12 euro) di Fiorano è da qualche anno tra i migliori in senso assoluto: all'olfatto fragrante tra note di fiori, agrumi e anice segue un palato di grande energia sapida. Il Falerio Pecorino Doc Onirocep (10 euro) di Pantaleone nasce in prossimità del Monte Ascensione: il clima fresco esalta i profumi di ginestra, pesca bianca ed erbe aromatiche; in bocca ha grinta da vendere e un'ottima tenuta gustativa.

 

 

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