L’UE rinnova lo stop ai neonicotinoidi almeno fino ad autunno 2017

Negli stessi giorni Greenpeace pubblica un rapporto sui "Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi", che esamina gli studi a partire dal 2013, anno in cui è stato adottato il bando parziale che ora l’UE ha rinnovato

Le restrizioni all'impiego di alcuni pesticidi della classe dei neonicotinoidi resteranno in vigore almeno fino all'autunno 2017, in attesa che l'Efsa completi le sue nuove valutazioni sui prodotti in questione. Lo si apprende – riferisce una nota dell’Ansa - da fonti comunitarie. In Europa, restrizioni all'utilizzo di tre fitofarmaci neonicotinoidi, piuttosto diffusi in agricoltura, sono in vigore dal 2013, in seguito a un parere Efsa che ha messo in evidenza la correlazione tra l'impiego dei pesticidi e il declino nella popolazione di api.
Nei giorni scorsi, le associazioni di categoria di industria e agricoltori europei da un lato e Ong ambientaliste dall'altro si sono sfidate a colpi di studi scientifici sull'impatto dei neonicotinoidi. I primi chiedono alla Commissione la fine del divieto, i secondi di estenderlo a tutti i pesticidi della stessa classe.
Così Greenpeace – riferisce sempre l’Ansa - che nel rapporto "Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi", pubblicato nei giorni scorsi, esamina gli studi a partire dal 2013, anno in cui è stato adottato un bando parziale a tre neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) da parte dell'Unione europea, ora in fase di revisione.
"Le evidenze del contributo dei neonicotinoidi al declino delle api - afferma Dave Goulson, professore di biologia, considerato uno dei maggiori esperti europei dell'ecologia dei bombi - sono maggiori ora di quando venne adottato il bando parziale. Oltre alle api, queste sostanze possono essere plausibilmente legate al declino di farfalle, uccelli e insetti acquatici". E aggiunge: "Vista l'estensione del danno ambientale, è prudente estendere il raggio d'azione dell'attuale bando europeo".
"Questi insetticidi - conclude Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia - vengono sistematicamente trovati nel suolo, nell'acqua e nella flora spontanea. L'agricoltura italiana di qualità e l'ambiente vengono danneggiati da queste sostanze; è ora di dire basta: chiediamo al ministro Martina di impegnarsi a nome dell'Italia per l'emanazione di un bando europeo totale e non più parziale".

Per saperne di più
Leggi una sintesi del rapporto (in Italiano)

Leggi la versione integrale del rapporto (in inglese)

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