L’avresti mai detto che è vero?


Alcuni rimedi popolari utilizzati per migliorare la salute hanno ottenuto il lasciapassare dalla medicina moderna dopo essere stati sottoposti a severi studi scientifici. Eccone alcuni tra i più interessanti

In tutte le culture e tradizioni esistono rimedi popolari usati fin dai tempi antichi per curare o prevenire alcuni problemi di salute. La domanda che ci si pone oggi è: ma funzionano davvero? E se sì, perché? La scienza, attraverso accurati studi ed esperimenti, si è occupata di svelarne l’autenticità e, sorpresa delle sorprese, ha dovuto spesso confermare tutto il loro potenziale curativo, spiegando anche i meccanismi d’azione alla base della loro efficacia. Della serie “le nonne hanno (quasi) sempre ragione”! In questo caso ne abbiamo selezionati sette, tra i più curiosi e conosciuti, per dimostrare quanto sia bello, in fondo, avere la conferma che secoli di esperienze e intuizioni siano serviti a qualcosa di grande: migliorare il benessere dell’umanità.

Nell’ottone l’acqua diventa pura

Gli abitanti dei villaggi indiani non dovrebbero abbandonare le mutka, le tradizionali brocche per l’acqua in ottone, per sostituirle con recipienti più moderni. Uno studio della Northumbria University di Newcastle ha, infatti, confermato che l’acqua immagazzinata per un paio di giorni nelle mutka è più sicura da bere. I ricercatori hanno voluto testare l’efficacia di questa pratica popolare inserendo acqua contaminata dal batterio Escherichia coli in contenitori di diversi materiali. Nelle brocche d’ottone dopo 48 ore i batteri non erano più rilevabili, mentre erano sopravvissuti nella terracotta e nei contenitori di plastica. Merito degli ioni di rame liberati dall’ottone, che risultano in ogni caso in quantità considerate innocue per l’organismo.

Amaranto supernutriente

Le civiltà Maya, Inca e Azteca consideravano l’amaranto un cibo sacro. Ne utilizzavano i semi impastati con il miele per creare statuine da donare agli dei. Ma ne conoscevano anche l’eccellente valore nutritivo, tanto che ne fecero la base della loro alimentazione. Uno studio ha provato che l’amaranto contiene proteine di altissima qualità, ricche di amminoacidi essenziali paragonabili a quelle del latte e facilmente assimilabili dall’organismo. calcio, fosforo, magnesio e ferro sono presenti in quantità rilevanti, così come le fibre. Non essendo un cereale, l’amaranto è privo di glutine e quindi particolarmente adatto anche a chi soffre di celiachia. Grazie al suo elevato potere nutritivo e alla grande digeribilità, si presta a essere usato come base per le pappe dei bambini o come ingrediente per convalescenti e anziani.

Papaya cicatrizzante

In Africa e nei Paesi del Sud est asiatico la papaya è tradizionalmente apprezzata, oltre che per il sapore, anche per la capacità di curare le ferite e le ustioni. In effetti, il frutto esotico è un antinfiammatorio e antibatterico naturale della pelle. Ad averlo scoperto è un gruppo di ricercatori della Russian State Medical University: secondo lo studio russo la papaya uccide i batteri 500 volte più dei farmaci tradizionali e lo fa bloccando l’enzima che i microrganismi patogeni producono per “difendersi” dai globuli bianchi diretti contro l’infezione. grazie a questa proprietà del frutto, le cellule “purificatrici” si trovano in una posizione di vantaggio, e l’efficienza del loro lavoro aumenta. E così la ferita si depura e guarisce più velocemente.

Brodo di pollo contro il raffreddore

Il più comune rimedio della nonna contro starnuti e naso che cola consiste nel bere una bella tazza di brodo caldo. Chi non se lo è mai sentito suggerire? Ebbene, ora uno studio del Nebraska Medical center di Omaha ne ha svelato i segreti: le proteine di elevato valore biologico fornite dal pollo accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario, mentre il calore del brodo crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate. Ma non finisce qui: secondo gli esperti, questo piatto è un toccasana perché contiene sostanze antinfiammatorie che alleviano le infezioni delle vie respiratorie e, grazie all’aroma diffuso dal calore e percepito dalle narici, bere del brodo ben caldo incrementa la velocità di fluidificazione del muco nasale, accelerando quindi il processo di guarigione. L’aggiunta finale di spezie, in particolare una punta di peperoncino, ne potenzia ulteriormente l’efficacia grazie alla sua azione antisettica e vasodilatatrice.

Curcuma per i tendini

La curcuma, ingrediente fondamentale del curry, è utilizzata da secoli nella medicina indiana come antinfiammatorio naturale; alle Hawaii, è la base di tutta la medicina, con il nome di “holena”. Nel corso degli anni, numerosi studi scientifici ne hanno avvalorato le virtù salutari. L’ultimo riguarda l’azione antinfiammatoria sui tendini esercitata dalla curcumina, la sostanza che colora di giallo la radice da cui si estrae la curcuma. La curcumina si è dimostrata in grado di bloccare i meccanismi biologici che “accendono” l’infiammazione nelle articolazioni, frenando l’innesco della tendinite. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Nottingham e di Monaco di Baviera.

Melagrana per sentirsi… rinascere

Per i cinesi era simbolo di longevità, mentre per i babilonesi rappresenta nientemeno che la resurrezione. I risultati degli studi moderni sulla melagrana non si discostano granché dagli antichi saperi: una ricerca condotta dall’Università di Napoli insieme all’Università della California ha dimostrato che il succo di melagrana è un potente elisir salva cuore e berne un bicchiere al giorno è molto utile per prevenire la formazione di placche di grasso nei vasi sanguigni. Uno studio dell’Università Regina Margaret di Edimburgo, inoltre, ha dimostrato che il succo di melagrana aumenta la forza psicofisica, rende più attivi e concentrati, mentre precedenti ricerche ne avevano decantato le virtù antiossidanti, antibatteriche e antivirali.

Pasta e legumi, un piatto contro i tumori

I ricercatori dell’University College di Londra hanno scoperto un potente composto antitumorale in uno dei piatti più tipici della cultura mediterranea: pasta con i legumi. Le lenticchie, i fagioli, i piselli ma anche i cereali, infatti, contengono inositolo pentachisfosfato, una sostanza che inibisce un enzima coinvolto nella crescita dei tumori. Finora i tentativi da parte degli scienziati di bloccare l’enzima chiave nello sviluppo delle neoplasie sono stati vani: questa nuova ricerca ha scoperto invece che una dieta ricca di piatti a base di cereali e legumi può aiutare a prevenire il cancro, mentre l’inibitore in essi contenuto potrebbe essere usato per sviluppare inedite ed efficaci terapie contro i tumori.

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