L’agricoltura biologica contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici


E’ questo il risultato della valutazione di 19 studi comparativi in tutto il mondo realizzato da un gruppo di esperti del FiBL (l’istituto svizzero per la ricerca  in agricoltura biologica) e dall’Università di Hehenheim

 

La valutazione di 19 studi comparativi in tutto il mondo realizzato da un gruppo di esperti del FiBL (l’Istituto svizzero per la ricerca  in agricoltura biologica) e dall’Università di Hehenheim ha mostrato che le emissioni per unità di superficie di ossido d’azoto in suoli coltivati ad agricoltura biologica sono in media 492 kg CO2 per ettaro e per anno inferiori di quelle da terreni coltivati ad agricoltura convenzionale. In più, l’assorbimento di metano atmosferico sui terreni ad agricoltura biologica è leggermente più alta. Lo riferisce un comunicato stampa del FiBL
Le emissioni di ossido d’azoto per unità di prodotto – prosegue il comunicato - sono però più alte in agricoltura biologica. Ciò è dovuto alla minore resa per ettaro che emerge negli studi presi in esame per questa meta analisi. Per uguagliare le emissioni di ossido d’azoto per unità di prodotto dell’agricoltura convenzionale sarebbe necessario un incremento di circa il 9% delle rese per ettaro in agricoltura biologica. D’altra parte, questo studio ha preso in esame  sole le emissioni del suolo nelle aree agricole non considerando invece le emissioni provenienti, per esempio, dalla produzione di fertilizzanti o dalla gestione dei rifiuti dell’azienda.
Il coordinatore dello studio, Andreas Gattinger del FiBL, considera questi risultati un contributo allo sviluppo futuro dell’agricoltura biologica. E osserva che: “Che i terreni coltivati in biologico emettano quantità inferiori di ossido d’azoto sembra essere dovuto soprattutto alla qualità del suolo. Al contrario, le maggiori emissioni di ossido d’azoto in convenzionale sembrano dipendere in primo luogo dalla quantità di fertilizzanti azotati utilizzati”. Gli autori sottolineano comunque la necessità di ulteriori ricerche, in particolare in un contesto internazionale, per approfondire i risultati di questo studio. Nessuna ricerca di questo tipo, per esempio, è ancora stata fatta nelle regioni dell’emisfero meridionale.

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