Sei italiani su dieci scelgono frutta e verdura biologica


Il 12 maggio ha chiuso i battenti MacFrut che quest’anno ha visto per la prima volta uno spazio, MacFrut Bio, dedicato alla produzione di ortofrutta biologica. Il rapporto Nomisma segnala che l’ortofrutta bio nella grande distribuzione sale a 147 milioni

Frutta e verdura da sempre rappresentano un elemento rilevante nella dieta delle famiglie italiane. Nel 2016 i consumi di frutta e ortaggi freschi sono cresciuti a volume del +2,2% rispetto al 2015 (oltre 9 milioni di tonnellate vendute in tutti i canali, 152 kg pro capite consumati), un segnale incoraggiante rispetto ai trend negativi registrati negli ultimi anni. Queste – si legge in un articolo su ilvelino.it sono le novità emerse dall’analisi di Nomisma predisposta in occasione di MACFRUT BIO - sezione speciale della fiera internazionale dell’ortofrutta dedicata per la prima volta alla produzione naturale - con il patrocinio di CCPB, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici - per il Workshop “Il mercato dell’ortofrutta biologica in Italia e Germania”. All’interno del paniere ortofrutticolo, l’ortofrutta biologica ha un grande successo ed è sempre di più apprezzata dai consumatori. I dati Nielsen indicano che in Italia le vendite di ortofrutta bio a peso imposto (mese terminante marzo 2017) hanno raggiunto 147 milioni di euro nella sola Grande distribuzione organizzata, segnando un balzo del +28% rispetto all’anno precedente, a fronte di un +9% delle vendite di ortofrutta in generale. L’ortofrutta fresca bio ha da sempre un ruolo determinante nelle vendite di prodotti biologici (pesa per l’11% sulle vendite bio nella GDO) e ha ulteriori potenzialità di mercato (le vendite bio pesano per il 4,4% sul totale delle vendite di ortofrutta), viste il crescente interesse del consumatore.

In generale, la domanda di alimenti a marchio biologico è cresciuta sia in termini di vendite che di famiglie acquirenti (in Italia il 77% ha acquistato almeno un prodotto bio nell’ultimo anno, contro il 74% rilevato da Nomisma lo scorso anno). In questo contesto i prodotti ortofrutticoli freschi si confermano la categoria su cui ricade il maggiore interesse da parte dei consumatori. I risultati della Survey Nomisma-MACFRUT BIO mostrano che il 60% delle famiglie 32% verdura IV gamma e 5% frutta IV gamma). L’ortofrutta fresca bio è la categoria con il maggiore numero di famiglie acquirenti, superando molti prodotti di largo consumo bio (tra italiane ha acquistato frutta e verdura a marchio biologico in almeno una occasione nel 2016 (63% la consumer base per la frutta fresca bio, 62% per verdure ed ortaggi freschi, gli altri: olio extra-vergine d’oliva - 52%), uova - 50% e yogurt - 42%). Tra i fattori che spingono in alto l’interesse verso il bio vi sono reddito e istruzione: a maggior capacità di spesa e titolo di studio più elevato del responsabile acquisti della famiglia si associano a tassi di penetrazione più elevati (ad esempio tra chi ha redditi medio-alti la quota di user di ortofrutta fresca bio arriva al 66% contro il 53% di chi ha redditi medio-bassi). Anche la classe di età è una chiave di lettura: tra i responsabili degli acquisti della famiglia di età compresa tra 30 e 44 anni la quota di acquirenti è più elevata (65% contro 51% deli over 55). L’interesse per l’ortofrutta fresca bio è più forte anche in funzione degli stili alimentari: nei nuclei dove sono presenti componenti che, per scelta o necessità, pongono grande attenzione alla dieta la propensione all’acquisto del biologico è più marcata (il ricorso al bio sale all’84% nei vegetariani e nell’83% tra i vegani, tra chi segue la dieta macrobiotica la quota è superiore al 90%). Anche nei nuclei con figli di età inferiore a 12 anni l’interesse per l’ortofrutta fresca bio è più alto: le famiglie acquirenti in questo segmento sale al 72% acquista ortofrutta bio contro il 56% delle famiglie senza figli conviventi o con figli già adolescenti. Tra i consumatori il 64% è frequent user, mangia frutta e verdura ogni giorno o quasi (28%) o almeno una volta a settimana (36%), selezionandola soprattutto in base alla stagionalità (30% indica questo fattore come principale tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio) e all’origine italiana (28%).

Due le leve principali che inducono a preferire l’ortofrutta biologica: innanzitutto la maggior sicurezza per la salute (1 acquirente su 4 indica tale fattore come prioritario). Ma i valori percepiti associati al biologico non si limitano alle esternalità positive per il consumatore: il 22% associa infatti nel rispetto dell’ambiente la principale motivazione che porta a scegliere l’ortofrutta biologica. La disponibilità dell’ortofrutta bio nei supermercati abitualmente frequentati è certamente un altro fattore che favorisce l’acquisto (il 16% segnala l’accessibilità come motivazione più importante). E il successo dell’ortofrutta bio arriva dal riconoscimento attribuito dal consumatore in termini di qualità: il 63% degli acquirenti ritiene che l’ortofrutta fresca biologica abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale – segno che ormai è conclamato che il biologico sia sinonimo di grande qualità.

 

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