Salute, agricoltura biologica, ambiente


Sono i valori a partire dai quali Aboca, azienda leader nella produzione di rimedi a base di erbe, promuove a livello europeo un dibattito che ha fra i suoi obiettivi superare un limite ancora presente nella normativa europea: applicare ai prodotti ricavati unicamente da sostanze naturali gli stessi criteri di valutazione che vengono utilizzati per le sostanze artificiali. “E questo – dicono ad Aboca - davvero non funziona"

Un nuovo modo di curare, con prodotti terapeutici a base di complessi molecolari vegetali e una forte visione del 'bene comune': sono i valori e la missione che l'azienda toscana Aboca ha deciso di portare in Europa – si legge in un articolo di ANSA Salute&benessere - con una conferenza svoltasi nella sede dell'Eurocamera di Strasburgo patrocinata dagli eurodeputati Giovanni La Via (Forza Italia) e Simona Bonafè (Partito democratico). Un appuntamento che è stato l'occasione per lanciare una discussione sui principali temi su cui l'impresa toscana ha sviluppato un percorso di innovazione e ricerca, dando vita a un 'nuovo modo di curare' e a un modello di sviluppo basato sul rispetto e la salvaguardia dell'ambiente, nonchè sulla promozione del 'bene comune'.
Da agosto Aboca è infatti società benefit. "Il concetto di utilità dell'impresa per il bene comune è per noi indispensabile. È uno dei motivi del successo", spiega all'ANSA il presidente Aboca, Valentino Mercati, secondo cui "parlare di bene comune in Europa è la prima regola perché l'Europa stessa "è bene comune".
L'evento organizzato a Strasburgo si colloca all'interno della strategia del gruppo che mette l'Europa al centro del proprio sviluppo sia regolatorio sia commerciale, oltre che come punto di partenza per la internazionalizzazione al di fuori dei confini dell'Ue.
Anche per questo l'azienda ha aperto nel 2018 una sede di rappresentanza permanente a Bruxelles. "L'impianto normativo europeo è uno dei più avanzati nel mondo", sottolinea il direttore per gli affari regolatori di Aboca Emiliano Giovagnoni, ma dovrebbe essere "implementato in maniera corretta". Oggi, spiega ancora Giovagnoni, "il limite è che si tende ad applicare a questa tipologia di prodotto gli stessi criteri di valutazione che vengono utilizzati per le sostanze artificiali e questo davvero non funziona".
Il gruppo leader del settore in Europa, che nel 2017 ha avuto un fatturato di 192,7 milioni di euro con una crescita del 12% rispetto al 2016 (di cui 50,8 milioni generati dalle vendite all'estero), chiede perciò un'evoluzione del contesto regolatorio comunitario che metta al centro i valori della salute, dell'agricoltura biologica e dell'ambiente, promuovendo modelli di sviluppo imprenditoriali orientati al 'bene comune'.
Presente all'evento anche Assobiomedica, l'associazione nazionale dei produttori e distributori di dispositivi medici, che "è impegnata affinché i dispositivi medici a base di sostanze naturali siano tutelati e regolamentati, nel rispetto delle peculiarità di questo comparto che avrà un grande sviluppo nel prossimo futuro", afferma il direttore generale Fernanda Gellona. "Per questo motivo - sottolinea ancora Gellona - Assobiomedica è a fianco della sua azienda associata" Aboca "per combattere una battaglia che vale per tutto il settore".
La conferenza è stata infine un'occasione per parlare di agricoltura. "Questo è molto importante - sottolinea la vicepresidente di Aboca, Valentina Mercati - perché l'agricoltura è il primo passo fondamentale verso un nuovo concetto di salute che parta dalla prevenzione e da tutto ciò che ci circonda".

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