“Dobbiamo necessariamente pensare a un ente unico che certifichi tutti”


Una proposta che farà discutere lanciata dall'Upibio, l'Unione dei produttori che fa parte di Federbio. Oggi gli enti di certificazione sono 15. Ne parliamo con Ignazio Cirronis presidente di Upbio

Nel corso dell'assemblea dell'Unione Nazionale Produttori Biologici e Biodinamici (Upbio), che si è svolta ai primi di ottobre, fra le molte questioni messe all'ordine del giorno c'è una proposta destinata a far discutere: dagli attuali 15 passare a un unico organismo di controllo su tutto il territorio nazionale.

"Dobbiamo necessariamente pensare a un ente unico - si legge tra l'altro nel documento presentato all'assemblea - che certifichi tutti imparzialmente, in egual modo, con gli stessi standard e agli stessi costi per tutti.

Per la gestione vediamo due alternative:

a) gestione totalmente pubblica che assorbe il personale degli attuali OdC, previa selezione, formazione, aggiornamento. (...)

b) gestione "mista" con un Ente Privato convenzionato che unifica gli attuali OdC, ne assorbe il personale ed abbia nei suoi organi di gestione la partecipazione del Mipaf e di alcuni rappresentati delle Regioni.

In entrambi i casi il costo dovrebbe rientrare nel bilancio della Pubblica Amministrazione".

Una provocazione? "Niente affatto - commenta Ignazio Cirronis, presidente dell'Upbio - la certificazione è un fatto neutro, nel quale non importa chi la fa. Importa solo il modo in cui viene fatta, vale a dire rispettando le norme". Ma non si diceva che più organismi avrebbero garantito la competizione e diversificato l'offerta, migliorandola... "In teoria - risponde Cirronis - in pratica, attualmente la principale forma di competizione è sui prezzi della certificazione ed è decisamente al ribasso, che significa inevitabilmente qualità bassa dei controlli". Quanto alla questione se l'organismo di controllo unico deve essere privato o pubblico, Upbio resta orientata sul privato ma ritiene che in ogni caso la questione vada affrontata senza pregiudizi. Per portare avanti la proposta dentro Federbio, di cui Upibio fa parte, si costituirà un gruppo di lavoro composto da produttori, trasformatori e organismi di controllo che dovrà elaborare una proposta condivisa. "Poiché Federbio associa la maggior parte degli organismi di controllo - conclude Cirronis - non è escluso che questa proposta condivisa possa poi essere direttamente messa in pratica dagli organismi associati creando una situazione di fatto che dovrebbe poi preludere all'eventuale modifica delle norme che regolano questa materia".

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