In arrivo disciplinari privati per la certificazione della ristorazione collettiva?


E’ quanto si ipotizza in una nota del Ministero in risposta alle richieste di chiarimento pervenute all’Amministrazione. Indicati i requisiti minimi che dovranno essere rispettati

“In seguito ad alcune richieste di chiarimento pervenute all’Amministrazione in materia di ristorazione collettiva, il Ministero – informa una nota del Sinab - ha predisposto una nota esplicativa”. In essa si legge che “Stante l’assenza di norme nazionali, al fine di consentire agli operatori che lo desiderino di svolgere attività di ristorazione in linea con la normativa del biologico e ottenere apposita certificazione, questa Amministrazione ritiene opportuno valutare la possibilità di rendere applicabili disciplinari privati”. La nota del Ministero prosegue indicando i parametri minimi che questi disciplinari privati dovranno prevedere. Eccoli:
“- conformità alle regole di preparazione degli alimenti previste dal Regg. N. 834/2007 e 889/2008 (es. separazione spazio-temporale tra bio e non bio, utilizzo dei soli additivi autorizzati nel bio, ecc.)
- piatto biologico: pietanza composta da almeno il 95% di ingredienti biologici di origine agricola (in peso, esclusi sale e acqua);
- piatto con ingredienti biologici: pietanza composta da almeno un ingrediente biologico di origine agricola;
Divieto dell’utilizzo dello stesso ingrediente bio e non bio da parte di un’unità produttiva, eccezzion fatta per le unità produttive dotate di sistema di contabilità a livello di singolo piatto (registro di carico/scarico)”.

Leggi qui la versione integrale della Nota del Ministero n. 23534 del 23 marzo 2016

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