Il TAR del Lazio rinvia la sentenza sul mais MON810


Doveva decidere il 10 aprile sul ricorso contro il decreto interministeriale che, nel luglio 2013, ne vietava per 18 mesi la semina e la raccolta. Un comunicato stampa di Federbio, Aiab e Assocoazione per l'agricoltura biodinamica

Il Tar del Lazio – che oggi doveva decidere sul ricorso presentato dall’agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che, nel luglio 2013, vietava per 18 mesi la semina e la raccolta di mais MON810 – si è riservato di emettere la sentenza nei prossimi 45 giorni. In un comunicato congiunto tre associazioni del biologico (AIAB, Federbio e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica) argomentano che “si tratta di una facoltà del tribunale amministrativo che lascia però in sospeso una questione molto delicata. Avremmo preferito che ci fosse una definizione di questa vicenda, che rischia di creare un vuoto in cui è possibile che si sviluppino comportamenti illegali, dannosi per l’agricoltura italiana nel suo complesso e particolarmente rischiosi per il biologico. Chiediamo quindi a Governo e Regioni che vigilino sull’applicazione del decreto che rimane pienamente in vigore”.
È invece positivo il commento sull’impegno ribadito oggi dal ministro dell’Ambiente Galletti che in un’intervista a Repubblica tv ha assicurato la volontà dell’esecutivo di cambiare la normativa Ue sugli Ogm durante il semestre europeo. “La nuova normativa concordata a livello Ue – ha detto il ministro - permetterà al Paese di esercitare il diritto di veto, alla fine del processo di autorizzazione europeo. E' un'ottima soluzione per l'Italia". Così, il responsabile del dicastero ambientale aveva annunciato che, qualora il Tar avesse accolto oggi il ricorso contro la legittimità del decreto interministeriale, "con i ministri Martina e Lorenzin siamo orientati a reiterare quel decreto per non creare una situazione di interruzione”.
“Bisogna che il divieto di coltivare piante transgeniche nel nostro Paese – ribadiscono le tre associazioni – sia chiaro e definitivo. E questo potrà avvenire attraverso una modifica della disciplina europea che preveda: una riforma della procedura di autorizzazione degli OGM; l’avvio di un processo di rafforzamento del sistema di valutazione del rischio OGM, l’approvazione della proposta di regolamento che consente agli Stati Membri di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio, in linea con la posizione adottata dal Parlamento europeo nel 2011 ”.
http://www.federbio.it/comunicati-stampa.php?nid=835#sthash.p7vHwEl9.dpuf

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