Il Governo vieti la coltivazione di Ogm


A chiederlo è la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in un ordine del giorno approvato l’11 luglio: attivare con procedure d’emergenza la “clausola di salvaguardia”, poi provvedere a emanare una normativa organica in materia

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato l'11 luglio un ordine del giorno in materia di Ogm (Organismi Geneticamente Modificati). Nel testo si ribadisce la “posizione delle Regioni, di assoluta contrarietà a consentire la coltivazione di OGM sul territorio nazionale” e si ricorda che le Regioni in passato più volte hanno chiesto “al Governo di procedere all’attivazione dell’esercizio della clausola di salvaguardia”. “Ad oggi, nonostante le richieste delle Regioni e del Parlamento, il Governo non ha ancora proceduto con l’attivazione delle procedure di emergenza”. Ne dà notizia il sito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
“Nel frattempo – si legge nell’ordine del giorno approvato d alla Conferenza delle Regioni - sono avvenute semine di mais MON810 in Friuli Venezia Giulia” e tale coltivazione può rappresentare - come documentato dal dossier che Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) ha predisposto su incarico del Ministero delle politiche agricole -, “un rischio per l’agroambiente anche in relazione ad eventuali contaminazioni di colture biologiche e convenzionali”.
“Vista l’urgenza di emanare il provvedimento di divieto al fine di impedire ulteriori semine nel territorio nazionale” la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome “chiede al Governo di attivare le procedure di emergenza con la sollecita emanazione del conseguente provvedimento di divieto della coltivazione di OGM”. La Conferenza delle Regioni manifesta comunque “ la propria disponibilità a lavorare congiuntamente con il Governo per definire i contenuti di una norma nazionale che affronti in maniera organica la problematica OGM e colmi il vuoto legislativo che si è prodotto a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, facendo salva la clausola c.d. di salvaguardia”.

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