Proteine in chiave mediterranea per completare i peperoni in agrodolce

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I benefici della cucina mediterranea si estendono, forti e potenti, anche per le persone con un’età superiore ai 65 anni, vediamo allora come completare dal punto di vista proteico i peperoni presentati nell’ultima ricetta!

L’ultima ricetta che vi ho lasciato qui sul blog si riconduce direttamente a un filone di cucina ben preciso e che seguo da sempre tanto da aver pubblicato due libri con la sua terminologia e ricordarne l’importanza in tutti gli altri come fondamento di gusto, benessere e salute.

Per quanto sulla sua identità ci siano contestatori di vario tipo con a volte riflessioni e documentazioni anche interessanti, ma che nulla tolgono alla dimensione strutturale e concettuale oggi attribuitele la cucina mediterranea rimane un faro importante per una cucina consapevolmente buona.

Abbiamo poi una spinta incredibilmente forte che ci arriva dalle continue ricerche scientifiche in cui lo stile alimentare riconducibile all’area mediterranea è preso a riferimento.

L’ultimo studio portato avanti dall’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed I.R.C.C.S. di Pozzilli, in provincia di Isernia e poi reso pubblico con il suo inserimento sul British Journal of Nutrition si è concentrato sui contribuiti positivi della dieta mediterranea nelle persone con un’età superiore ai 65 anni.

Soggetti un tempo forse definiti tutti anziani, ma che oggi mostrano non necessariamente segni di una vecchiaia incalzante grazie in buona parte al loro stile alimentare.

La ricerca che sto citando ha preso come riferimento principale il Moli-sani study una lungimirante indagine conoscitiva iniziata nel 2005 tesa a cercare di scoprire quali fattori genetici e ambientali possono essere precursori allo sviluppo di patologie invalidanti come quelle cardiovascolari e le malattie degenerative in generale.

Un indagine che ha coinvolto ben 25mila cittadini del Molise una regione che rispecchia appieno quello stile alimentare mediterraneo considerato come elemento di riferimento primario.

Da questo ampio campione di soggetti sono stati estrapolati i dati di circa cinquemila oltre 65 anni per capire quanto la dieta mediterranea in questa fascia di età potesse influenzare la salute e la prevenzione delle patologie oggetto di studio.

I risultati sono stati interessanti e pur confermando conoscenza acquisite hanno ribadito come con questa dieta si può arrivare anche nei soggetti avanti con l’età a una elevata riduzione della mortalità in generale e nello specifico di quella riconducibile alle problematiche cardiovascolari e cerebrovascolari.

Ora se volessimo completare in chiave mediterranea per un pasto più proteico i peperoni in agrodolce che vi ho descritto e raccontato nell’ultimo post come potremmo fare?

Probabilmente nello stile povero mediterraneo di un contesto da entroterra l’istinto porterebbe ad affiancare del buon pane integrale “vero” e del formaggio fresco o stagionato.

Sul mare naturalmente sarebbe il pesce il protagonista parallelo ai peperoni, cotto in maniera semplice su una piastra o griglia, al forno con poco olio e tante erbe aromatiche, in poca acqua con profumi di pomodoro e magari un tocco di agrumi o anche qui erbe di terra.

Per chi non preferisce alimenti di origine animale sarebbe, invece, splendido l’abbinamento con i ceci che farei saltare in padella con aglio e dragoncello, ma se proprio non amate i ceci le lenticchie verdi potrebbero essere una valida alternativa!

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