Più legumi per tutti!

5 | 1 voto/i

Finalmente negli ultimi tre anni si è registrato un inversione di tendenza nella produzione di legumi in Italia, dopo aver raggiunto produzioni drasticamente basse il nostro paese ha aumentato le tonnellate auto prodotte, un segno che conforta e fa ben sperare!

Dalle statistiche degli andamenti relativi alle produzioni alimentari ogni tanto capita di scorgere notizie buone, in questo caso sui legumi, che confortano tutti quelli che si sforzano di trasmettere concetti di salute attraverso la pratica di cucina, il gusto e i sapori dei piatti.

Dopo molti anni di una decadenza preoccupante con un calo impressionante dell’81% tra il 2010 e il 2015 negli ultimi tre anni in Italia c’è stata una ripresa importante nella produzione di legumi secchi che sono il cardine vegetale di chi desidera trovare le importanti proteine senza ricorrere ai prodotti di origine animale.

Ma i legumi non sono solo questo, la loro importanza è enorme anche per chi consuma ogni genere di alimento, le interazioni con quasi tutte le patologie legate al cibo sono infatti molto estese.

Grande importanza grazie alla polpa di queste vegetali e grande importanza grazie alla buccia che per quanto a volte fastidiosa ha un ruolo ugualmente positivo.

Tornando ai numeri la produzione attuale in Italia di fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave e tanti altri compagni si attesta su circa 200.000 tonnellate portando il nostro paese all’ottavo posto in Europa.

Bisogna però considerare che nei non lontanissimi anni 60 la produzione era più del triplo e arrivava a 640.000 tonnellate essendo il riflesso di un evidente differente stile alimentare a tavola che oggi non avremmo problemi a definire più sano e lungimirante.

Ma anche e a volte soprattutto di politiche commerciali e agricole che hanno soppiantato il bene di una produzione sana, attenta e curata per mire di profitti maggiori o diversificati visto l’arrivo di prodotti esteri a prezzi via via minori (ma anche con minori garanzie di qualità produttiva).

La nostra esigenza di legumi è infatti alta a prescindere dalla produzione interna tanto che importiamo ben il 65% delle quantità di legumi consumati.

Non è difficile scorgere in questi numeri l’impatto notevole che i flussi migratori hanno portato nel nostro paese, un alto consumo di legumi si registra tra molte etnie che hanno in ancora abitudini alimentari pregresse come un tempo avevano la maggior parte degli Italiani.

Non solo per una questione di povertà o miglior approccio economico dei legumi, ma per il valore che al cibo e a determinate derrate veniva dato e attribuito.

Negli ultimi anni quindi l’aumento di produzione al di la dall’essere lontanissimo dal coprire le esigenze interne è probabilmente un segno positivo sul ritorno a una migliore consapevolezza del valore dei legumi.

Per il gusto in tavola e per la salute, almeno questo mi auguro e a tal proposito continuerò a mettere sempre in risalto tutti i legumi possibili seguendo allo stesso tempo i dati produttivi specchio tangibile di tendenze e abitudini.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome